Glossario

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  • ACCISA
    Tributo indiretto imposto dallo Stato su certi prodotti (alcolici, carburanti, ecc.). Assume la forma di un'imposta di fabbricazione o sui consumi e viene pagata allo Stato dal produttore o commercializzatore, che la ricarica sul prezzo di vendita del prodotto. A d es., quando facciamo benzina o gasolio, non pensiamo che 0,6 - 0,7 Euro/litro di quello che paghiamo in realtà è un'accisa che le compagnie petrolifere versano allo Stato. Per di più, anche l'accisa - in quanto componente del prezzo di vendita al dettaglio - è soggetta ad IVA (tassa sulla tassa!).

  • ACCORDI BILATERALI
    Accordi bilaterali Svizzera - Unione europea (I e II) Gli Accordi bilaterali I sono un pacchetto di sette accordi settoriali stipulati tra la Svizzera e l'Unione europea (EU) tra il 1994 e il 1998 che riguardano la ricerca, l'agricoltura, il traffico aereo, gli appalti pubblici, la circolazione di persone, il traffico su strada e su rotaia e gli ostacoli tecnici agli scambi (riconoscimento reciproco di valutazioni della conformità). Gli accordi sono stati sottoscritti il 21 giugno 1999. Gli aventi diritto al voto svizzeri hanno approvato gli accordi il 21 maggio 2000, con una percentuale di voti favorevoli del 67,2%. Gli accordi sono entrati in vigore il 1° giugno 2002, alla conclusione del processo di ratifica negli stati membri dell'UE. Il 1° maggio 2004 questi accordi sono stati estesi anche ai dieci nuovi stati membri dell'UE, con l'eccezione della libera circolazione delle persone. La libera circolazione delle persone è stata estesa anche ai dieci nuovi stati membri dell'UE il 1° aprile 2006 dopo la consultazione con esito favorevole del 25 settembre 2005. L’8 febbraio 2009 la libera circolazione delle persone è stata estesa all’Ungheria e alla Romania. In una seconda fase delle trattative, il 19 maggio 2004 la Svizzera e l'EU sono giunte ad un accordo ("Accordi bilaterali II") anche in altri nove settori: prodotti agricoli trasformati; istruzione, formazione professionale e gioventù; media; statistica; ambiente; doppia imposizione delle pensioni di dipendenti EU pensionati con residenza in Svizzera; collaborazione nei settori giustizia, polizia, asilo e migrazione; tassazione dei redditi da risparmio; lotta contro la frode. Gli Accordi bilaterali II entrano in vigore in momenti differenti. Sono già in vigore l'accordo sui prodotti agricoli trasformati (dal 30 marzo 2005), l'accordo sulle pensioni (dal 31 maggio 2005), l'accordo sulla tassazione dei redditi da risparmio (dal 1° luglio 2005 e l'accordo sui programmi media e sull'ambiente (dal 1° aprile 2006). L'accordo sulla statistica è entrato in vigore il 1° gennaio 2007. L'accordo di Schengen è invece entrato formalmente in vigore in Svizzera il 1° marzo 2008 e divenuto operativo alla fine del 2008 Gli accordi bilaterali hanno rimosso i principali ostacoli rimasti dopo il rifiuto dell'Accordo sullo Spazio Economico Europeo (SEE) da parte del popolo svizzero nel 1992 che impedivano lo sviluppo di rapporti d'affari con l'UE da parte dell'economia svizzera. Gli accordi bilaterali sono il principale completamento delle relazioni economiche tra la Svizzera e l'UE dalla conclusione dell'Accordo di libero scambio del 1972.

  • ACCORDI DI LIBERO SCAMBIO

    Gli accordi di libero scambio sono accordi di diritto pubblico conclusi tra due partner (singoli paesi o unioni transfrontaliere) per garantire il libero commercio.

    Tali accordi mirano a migliorare i rapporti economici con partner importanti in tutto il mondo e a garantire alle imprese del proprio Paese l’accesso ai mercati internazionali il più possibile libero da ostacoli, abbattendo dazi e barriere non tariffarie (ad es. disposizioni tecniche, o prescrizioni  relative all’imballaggio o alla marcatura, contingenti). Oltre alla Convenzione AELS e all’accordo di libero scambio con l’Unione europea, la Svizzera dispone oggi di una rete di 28 accordi di libero scambio con 38 partner non appartenenti all’UE. Sono attualmente in corso trattative per nuovi accordi. Gli accordi della Svizzera sono conclusi per lo più nell’ambito dell’AELS (Associazione europea di libero scambio). Inoltre la Svizzera ha la possibilità di negoziare trattati di libero scambio anche al di fuori dell’AELS, come ad esempio è successo colla Cina, il Giappone e le isole Feroe. Una panoramica degli accordi di libero scambio della Svizzera è disponibile sotto www.seco.admin.ch.   Contenuto degli accordi La parte principale di ogni accordo regolamenta la circolazione delle merci (in particolare la soppressione dei dazi e altre restrizioni). Nell’accordo viene regolato il commercio di prodotti industriali (capitolo HS 25-97), prodotti ittici e prodotti agricoli trasformati. Il commercio di prodotti agricoli di base è oggetto di accordi agricoli bilaterali separati. Oltre alla circolazione delle merci, gli «accordi di seconda generazione» integrano temi quali la proprietà intellettuale, il commercio di servizi, gli investimenti, gli appalti pubblici e le prescrizioni tecniche. Vantaggi degli accordi Nel 2013, gli accordi di libero scambio conclusi, ad eccezione dell'accordo di libero scambio con l'UE, coprono il 22.6% delle esportazioni svizzere totali, il che corrisponde al 51% delle esportazioni del nostro Paese verso mercati al di fuori dell'UE. Gli accordi di libero scambio promuovono, tra l'altro, la crescita, la creazione di valore aggiunto e la competitività della piazza economica elvetica. Grazie agli accordi di libero scambio i consumatori in Svizzera hanno a disposizione prodotti più convenienti e una scelta più vasta, i produttori svizzeri beneficiano di prezzi più vantaggiosi per i semilavorati e per le materie prime. Applicazione nelle PMI Il tema degli accordi di libero scambio e della dichiarazione di origine nelle imprese esportatrici non gode dell’attenzione necessaria. Quando si determina l’origine bisogna considerare elementi quali la direzione dell’impresa, le esportazioni, l’approvvigionamento, l’assicurazione qualità, la logistica e le finanze. Quando, ad esempio, il reparto acquisti cambia fornitore a causa di prezzi più elevati (finora il paese d’origine era la Svizzera, ora è la Cina o un paese terzo), anche il reparto vendite deve essere informato poiché probabilmente l’origine della merce cambia. Le variazioni di prezzo e produzione o le oscillazioni del cambio valuta possono comportare variazioni nella determinazione dell’origine. Se non si considerano questi fattori vengono redatte dichiarazioni d’origine false, che possono portare a pagamenti supplementari di dazi e a sanzioni a danno della propria impresa. I responsabili delle esportazioni o gli specialisti del settore devono conoscere, almeno nei punti salienti, gli accordi di libero scambio e le regole da applicare. Ulteriori informazioni sulle regole d’origine e le prove dell’origine sono disponibile sotto la rubrica Origine. http://franzosini-solutions.ch/marco-passalia-accordi-di-libero-scambio/

  • ACR
    Tariffa unica per tutte le merceologie trattate (ad es. per una operazione portuale, un trasporto, ecc.).

  • ACS (Automated Commercial System)
    Sistema automatico (EDI) della dogana USA, che permette l'accesso in linea per dichiarazioni doganali ed informazioni.

  • ADR (Accord Dangereuse Routiers)
    Per merci pericolose s’intendono le materie o le sostanze che possono rappresentare un pericolo per le persone, gli animali e l’ambiente. Per garantire un trasporto sicuro di merci pericolose a livello nazionale e internazionale, la manipolazione svolta in relazione a questi trasporti sottostà a severe prescrizioni.
    Il trasporto internazionale si orienta alle disposizioni sancite dall'Accordo europeo concernente il trasporto internazionale di merci pericolose su strada (ADR). Quest'ultimo costituisce pure la base per la legislazione svizzera, che è regolata dall'Ordinanza concernente il trasporto di merci pericolose su strada (SDR) e dall'Ordinanza sugli addetti alla sicurezza (OSAS). Per poter tenere conto dello stato attuale della tecnica e dell'evoluzione delle merci, le disposizioni vengono adattate regolarmente.

  • Advance Against Documents
    Anticipo (di denaro) fatto avendo come garanzia i documenti di una spedizione (ad es. per il pagamento dei diritti doganali).

  • Advising Bank
    Nel commercio internazionale, la banca che opera nel paese del venditore e gestisce la lettera di credito per conto della banca estera che la emette (Issuing bank) ed informa il venditore che la lettera di credito è stata aperta ed è valida.

  • AELS

    L'AELS è un'organizzazione interstatale il cui obiettivo è promuovere il libero scambio e l'integrazione economica tra i quattro Stati membri (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera). L'attività dell'Associazione si fonda sulla Convenzione AELS e su una rete mondiale di accordi di libero scambio e partenariato. L’Associazione europea di libero scambio (AELS)  è un'area di libero scambio senza ulteriori fini politici tra gli Stati membri. A differenza dell'UE, non costituisce un'unione doganale, il che significa che ogni Paese membro è libero di stabilire le proprie tariffe doganali e la politica commerciale da applicare con Paesi terzi. L’AELS fu costituita nel 1960 dalla Convenzione di Stoccolma allo scopo di eliminare i dazi doganali sui prodotti industriali e favorire in questo modo gli scambi commerciali tra gli Stati membri. Con un accordo di emendamento firmato nel 2001, nella Convenzione AELS sono state tra l’altro integrate nuove disposizioni sullo scambio di servizi, il movimento di capitali e la protezione della proprietà intellettuale. Sin dagli anni 1990 l’AELS costituisce per i suoi membri una sede di negoziazione di accordi di libero scambio con Paesi terzi non appartenenti all'UE. Gli accordi in vigore nel 2013 sono 25, conclusi con 35 partner diversi, altri sono in fase di negoziazione.

  • AEO
    AEO (Authorised Economic Operator) Lo status di operatore economico autorizzati AEO viene conferito alle persone giuridiche ritenute affidabili in fatto di sicurezza nella catena internazionale della fornitura di merci e servizi. Chi ha ottenuto tale statuto gode di agevolazioni nei controlli rilevanti per la sicurezza; inoltre è riconosciuto dagli Stati con cui la Svizzera ha stipulato un apposito accordo (attualmente l’UE, con la Norvegia le trattative sono in fase conclusiva, e seguiranno trattative con gli USA, la Cina e il Giappone). Per un’impresa svizzera è necessario innanzitutto capire quali conseguenze economiche possono scaturire da una mancata certificazione AEO. Anche i costi di tale certificazione devono essere chiariti (valutare se è necessario prendere provvedimenti, se è sufficiente il sistema dei controlli interni, se sono necessari costi per la soddisfazione dei requisiti di sicurezza, ecc.). Per ulteriori informazion: Amministrazione federale delle dogane – AEO.

  • AF o A/F (Advance Freight)
    Anticipo sul nolo; acconto sul nolo.

  • AMMISSIONE TEMPORANEA
    La procedura relativa all'ammissione temporanea consente di introdurre nel Paese destinatario merci che non sono importate definitivamente, ma che vengono invece usate solo temporaneamente ed entro un dato termine sono destinate ad essere riesportate senza aver subito alcuna modifica. Nella maggior parte dei casi non vengono riscossi tributi doganali definitivi per l’ammissione temporanea, poiché giustificati solo qualora le merci provenienti dall’estero stazionassero definitivamente su suolo doganale svizzero e venissero immesse nel circuito economico. Sostanzialmente, quasi tutte le merci possono essere importate secondo il principio dell'ammissione temporanea. In ogni caso non sono consentite modifiche alle merci. Le principali categorie di merci collocate in ammissione temporanea sono il materiale professionale, le merci utilizzate in occasione di esposizioni o fiere e gli imballaggi riutilizzabili. Se una merce viene importata in regime di ammissione temporanea, gli uffici doganali riscuotono in ogni caso un deposito di sicurezza (garanzia) pari all’importo del tributo doganale applicato se la merce venisse immessa nel circuito economico. Al momento della completa e tempestiva riesportazione dei beni, il deposito viene restituito. Se la merce o una parte di essa resta sul suolo nazionale, i tributi vengono definitivamente riscossi. http://www.franzosini.ch/project/cosa-sono-lesportazione-temporanea-ed-il-carnet-ata/

  • ANSI
    ANSI (American National Standards Institute) Agenzia governativa USA per la definizione di standard, responsabile fra l'altro della standardizzazione dei codici a barre.

  • AOG
    AOG (Act of God) Caso di forza maggiore; causa di forza maggiore (letteralmente: atto di Dio).

  • AR
    AR (Automatic Replenishment) Formula per cui il venditore rifornisce il compratore (di solito un punto di vendita) senza ordine, mantenendo la responsabilità (e spesso anche la proprietà) delle scorte.

  • Armatore (SO o Ship Owner)
    Proprietario di una nave che effettua servizi di trasporto per conto terzi, sia di linea che non di linea. Sinonimo di Compagnia di navigazione (Steamship Company).

  • ASEAN
    Associazione di dieci stati indipendenti del sud-est asiatico. L'ASEAN (Association of South East Asian Nations) è stata fondata a Bangkok nell'agosto 1967 da Indonesia, Malaysia, Filippine, Singapore e Tailandia. Il Brunei vi ha aderito nel 1984, il Vietnam si è aggiunto nel 1995. Myanmar (l'ex Birmania) e il Laos sono stati accolti nell'organizzazione come membri effettivi nel 1997, la Cambogia nel 1999. Il Segretariato generale dell'ASEAN ha sede a Giacarta, in Indonesia. I principali obiettivi dell'organizzazione stabiliti nella Dichiarazione di Bangkok del 1967 sono: l'accelerazione della crescita economica, il progresso sociale e culturale nonché l'assicurazione di pace e stabilità nella regione. Nel 1977 è stato dato vita ad un forum assieme al Giappone e nel 1980 è stato firmato un accordo di cooperazione con l'Unione europea. Nel 1992 gli stati membri dell'ASEAN hanno deliberato la costituzione di una zona di libero scambio e la riduzione dei dazi doganali per beni non agricoli a partire dal 1993 e per una durata di 15 anni.

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  • CARNET ATA
    Il Carnet ATA (acronimo di Admission Temporaire - Temporary Admission) è un documento doganale che permette l'introduzione temporanea esente da dogana di una merce in un altro paese e la sua successiva reintroduzione in Svizzera. Il Carnet ATA fa sì che al superamento della frontiera il soggetto a dazio eviti tra le altre cose la prestazione di garanzia per le tasse all'importazione e risparmia all'amministrazione doganale l'emissione di documenti doganali nazionali. Per poter impiegare un Carnet ATA devono per prima cosa essere rispettati due presupposti:
    1. il paese di destinazione della merce deve aver aderito alla procedura del Carnet ATA e
    2. la merce deve essere destinata ad uno dei tre scopi seguenti: materiali professionali, merci per esposizioni, campioni.
    Non è consentito l'utilizzo del Carnet ATA per merce destinata ad essere riparata o lavorata. In Svizzera i Carnet ATA vengono emessi dalle Camere di Commercio e dell'Industria e sono validi per un periodo massimo di un anno; non sono possibili proroghe. http://www.franzosini.ch/project/cosa-sono-lesportazione-temporanea-ed-il-carnet-ata/

  • CARNET TIR
    La convenzione doganale TIR ("Transports Internationaux Routiers") serve a facilitare il trasporto internazionale di merci su strada. Il trasporto delle merci viene regolato tramite il documento doganale standardizzato a livello internazionale "Carnet TIR". Con il Carnet TIR le merci possono essere trasportate attraverso il territorio di un qualsiasi numero di parti contraenti. Non viene tuttavia applicato se si tratta di un trasporto di merci che avviene esclusivamente all'interno del territorio della CE. In Svizzera il Carnet TIR viene emesso dall'ASTAG, l'Associazione svizzera dei trasportatori stradali (www.astag.ch), che ha approntato al suo sito web anche un elenco (pdf) dei 54 enti abilitati al rilascio di altri paesi. La base legale della procedura TIR è la convenzione sul trasporto internazionale di merci con Carnet TIR ("Convenzione TIR del 1975") del 14 novembre 1975, con 65 parti contraenti inclusi gli stati membri della Comunità. Un transito con Carnet TIR è realizzabile concretamente solo nei 54 paesi che dispongono di enti di garanzia autorizzati a livello nazionale (stato al 1° maggio 2004).

  • CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE DELLE MERCI EUR.1
    La Svizzera ha concluso degli accordi di libero scambio con diversi Stati o gruppi di Stati. Grazie a questi accordi, le merci beneficiano di un trattamento preferenziale (esenzione o riduzione dei dazi) se le disposizioni sull'origine sono soddisfatte e se vi sono prove d'origine valide, quali il certificato di circolazione delle merci EUR.1 (pdf). http://www.ezv.admin.ch/index.html?lang=it

  • CFR

    Il termine Cost and Freight, conosciuto anche con la sigla CFR (C&F), è in uso principalmente nei trasporti via mare; esso stabilisce che a carico del venditore siano tutte le spese di trasporto fino a destinazione, compresi eventuali costi per lo scarico della nave, nonché le spese per l’ottenimento di licenze e documentazioni per l’esportazione dalla nazione di origine e quelle per le operazioni doganali sempre di esportazione. A carico dell’acquirente sono invece le spese di assicurazione mentre il venditore ha l’obbligo di comunicare tempestivamente tutti i dati necessari per la stipula della polizza contro i rischi. Dal momento in cui la merce è scaricata nel porto di arrivo tutte le altre spese sono da considerarsi a carico dell’acquirente, compresi i costi doganali nella nazione di arrivo. La formulazione di questo termine di resa è considerata completa con l’indicazione del porto di destinazione (esempio C.F.R. Barcellona). Spesso viene impropriamente utilizzato anche quando il trasporto avviene via strada o ferrovia, mentre in questi ultimi casi sarebbero da preferire altri termini (CPT).

  • CIF

    Il termine Cost, Insurance and Freight, viene utilizzato nei trasporti via mare, stabilisce che a carico del venditore siano tutte le spese di trasporto fino a destinazione, compresi eventuali costi per lo scarico della nave, nonché le spese per l’ottenimento di licenze e documentazioni per l’esportazione dalla nazione di origine e quelle per le operazioni doganali sempre di esportazione. Sempre a carico del venditore sono anche le spese di assicurazione. Dal momento in cui la merce è scaricata nel porto di arrivo tutte le altre spese sono da considerarsi a carico dell’acquirente, compresi i costi doganali nella nazione di arrivo. La formulazione di questo termine di resa è considerata completa con l’indicazione del porto di destinazione (esempio C.I.F.Trieste ).

  • CIP

    La resa Carriage and Insurance Paid to, è valida per ogni tipo di trasporto, stabilisce che a carico del venditore siano tutte le spese di trasporto fino ad un punto di arrivo specificato, nonché le spese per l’ottenimento di licenze e documentazioni per l’esportazione dalla nazione di origine e quelle per le operazioni doganali sempre di esportazione. Anche i costi da sostenere per l’attraversamento di altre nazioni fino al punto di arrivo sono a carico dello speditore. A differenza della resa CPT sono a carico del venditore anche le spese di assicurazione. Dal momento in cui la merce è arrivata nel punto di arrivo concordato tutte le altre spese sono da considerarsi a carico dell’acquirente, compresi i costi doganali nella nazione di arrivo. La formulazione di questo termine di resa è considerata completa con l’indicazione di una località specifica di destinazione (esempio C.I.P. Torino).

  • CITES
    Convenzione sulla protezione delle specie animali e vegetali protette a livello mondiale (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora, CITES). L'importazione e l'esportazione di tali specie sono vietate o soggette ad autorizzazione. CITES - Animali e piante selvatici

  • CMR
    La Convenzione di Ginevra (CMR) concernente il traffico internazionale di merci su strada disciplina le responsabilità e gli obblighi delle parti contraenti. Il CMR è il corrispettivo del Bill of Lading per il trasporto via mare e dell'Air Way Bill per il trasporto via aerea.  

  • Contenitore aereo (Air Container)
    Unità di carico riusabile, molto diffusa nel trasporto aereo perché semplifica e velocizza il carico della merce nell'aeromobile. Tutti gli aerei di una certa dimensione (al di sopra di un B737) prevedono il carico mediante contenitori sia della merce che del bagaglio. I contenitori hanno varie forme, in funzione del tipo di aeromobile e dell'allestimento richiesto dal vettore (vedere i siti delle singole compagnie) e sono di proprietà del vettore stesso. Possono essere trasportati anche via strada, su mezzi appositamente attrezzati con un piano a rulli per il carico e lo scarico. Per un esempio di tipologie di contenitori (spesso leggermente diversi da una compagnia all'altra) vedi la singola compagnia.

  • CONTO DOGANALE
    Il conto doganale per la procedura accentrata di conteggio (PCD) è consigliato a tutti gli importatori e spedizionieri che regolarmente sono tenuti a corrispondere tasse d’importazione o esportazione su merci commerciali alla Direzione generale delle dogane. Il conto consente all’amministrazione delle dogane di detrarre direttamente all’importatore gli importi per dazi e IVA secondo le seguenti scadenze: imposta sul valore aggiunto, sessanta giorni dall’ingresso della merce; dazi doganali, due giorni dall’ingresso della merce. https://www.ezv.admin.ch/ezv/it/home/informazioni-per-ditte/dichiarazione-delle-merci/il-conto-doganale-per-la-procedura-accentrata-di-conteggio-della.html

  • CONTROLLI DELLE ESPORTAZIONI
    I controlli delle esportazioni vengono effettuati sia per i cosiddetti beni dual-use che per il materiale bellico. Il concetto “dual-use” sta a indicare beni “a duplice impiego”, ossia beni e tecnologie che, oltre all’uso civile previsto, permettono – eventualmente con modifiche tecniche di scarsa entità – anche un uso militare. L’Ordinanza sul controllo dei beni a duplice impiego (OBDI) disciplina l’esportazione dei beni dual-use e di quelli militari esclusi dalla legge federale sul materiale bellico (p. es. i simulatori). Con l’OBDI vengono messi in atto gli accordi e le misure di controllo internazionali non obbligatorie dal profilo del diritto internazionale. Le domande d’esportazione vengono rifiutate se, per esempio, la merce d’esportazione è destinata alla produzione di armi di distruzione di massa oppure all’armamento di uno Stato, il cui comportamento metterebbe a rischio la sicurezza regionale e globale. La legge sul materiale bellico disciplina in particolare l’esportazione di armi e munizioni nonché di oggetti per l'armamento concepiti specificatamente per la missione o la conduzione di un combattimento. Durante l’esportazione del materiale bellico si presta particolare attenzione affinché la merce destinata all'esportazione rispetti il diritto internazionale pubblico e soddisfi gli impegni nonché i principi internazionali della politica estera svizzera. Ulteriori informazioni possono essere richiamate al sito della Segreteria di Stato dell’economia SECO al seguente link: http://www.seco.admin.ch/themen/00513/00600/00608/index.html?lang=it http://franzosini-solutions.ch/gli-errori-piu-frequenti-nelle-esportazioni/

  • CONVENZIONE CONTRO LA DOPPIA IMPOSIZIONE
    Le convenzioni contro la doppia imposizione impediscono che i redditi e i beni patrimoniali siano soggetti ad imposta sia nel Paese in cui sono stati prodotti sia nel Paese di residenza del soggetto. Per mezzo delle CDI, in particolare, si evita di svantaggiare l’economia svizzera nei confronti dei concorrenti stranieri. Pertanto, la Svizzera ha firmato degli accordi contro la doppia imposizione con i maggiori Paesi industrializzati. Tali accordi regolano le questioni di politica internazionale tributaria, per esempio l’esonero di tassazione dei redditi conseguiti da stabilimenti d’impresa nello Stato partner, le richieste di rimborso dell’imposta alla fonte e l’imposizione dei diritti di licenza. Nella lotta contro i paradisi fiscali, il 2 aprile 2009 il G-20 ha collocato la Svizzera sulla lista grigia dell’OCSE. In passato, la Svizzera è stata ripetutamente criticata e minacciata con l’obiettivo di ottenere informazioni fiscali. Il 13 marzo 2009 il Consiglio federale ha quindi deciso di soddisfare lo standard OCSE in materia di assistenza amministrativa nelle questioni fiscali conformemente all’articolo 26 del modello di convenzione dell’OCSE e di estendere lo scambio di informazioni fiscali con altri Paesi sulla base di una domanda concreta e motivata.Le autorità svizzere hanno attuato rapidamente la decisione del Consiglio federale e firmato, il 25 settembre 2009, una CDI con il Qatar. Da marzo a settembre la Confederazione ha firmato dodici CDI secondo i criteri dell'OCSE e garantito il suo impegno nell’assistenza amministrativa. In cambio, la Svizzera è stata stralciata dalla lista grigia dell’OCSE. Conformemente alla Costituzione federale, le convenzioni contro la doppia imposizione non sottostanno a referendum facoltativo qualora non siano previsti nuovi obblighi importanti rispetto agli accordi conclusi in precedenza. Secondo il Consiglio federale, le CDI successive saranno sottoposte a referendum facoltativo solo se, rispetto alla CDI conclusa tra marzo e settembre, queste prevedono importanti nuovi obblighi. Una panoramica di tutte le CDI firmate dalla Svizzera e informazioni attuali possono essere richiamate sul sito web dell'Amministrazione federale delle contribuzioni.

  • CPT

    Il termine Carriage Paid To, è valido per ogni tipo di trasporto, stabilisce che a carico del venditore siano tutte le spese di trasporto fino ad un punto di arrivo specificato, nonché le spese per l’ottenimento di licenze e documentazioni per l’esportazione dalla nazione di origine e quelle per le operazioni doganali sempre di esportazione. Anche i costi da sostenere per l’attraversamento di altre nazioni fino al punto di arrivo sono a carico dello speditore. Dal momento in cui la merce è arrivata nel punto di arrivo concordato tutte le altre spese sono da considerarsi a carico dell’acquirente, compresi i costi doganali nella nazione di arrivo. La formulazione di questo termine di resa è considerata completa con l’indicazione di una località specifica di destinazione (esempio C.P.T. Milano).

  • CUMULO PANEUROPEO
    Data la sua importanza, il cumulo paneuropeo è paragonabile alla conclusione dell'Accordo di libero scambio tra la Svizzera e l’UE. Il suo scopo è creare un sistema europeo allargato di libero scambio. Il sistema già vigente tra la CE e gli Stati dell'AELS per il commercio con prodotti d'origine è ora esteso anche agli Stati dell'Europa dell'est. Concretamente significa che nella nuova zona creata, i materiali e i prodotti non finiti originari di un Paese appartenente al sistema possono essere utilizzati illimitatamente mantenendo lo status di materiale d’origine. Il cumulo paneuropeo dà la possibilità di lavorare o trattare prodotti d'origine di diverse come gli Stati dell’AELS, l'Unione europea e la Turchia. Gli Stati dell’Europa centrale e orientale inizialmente partecipanti al cumulo paneuropeo (Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia, Bulgaria, Romania, Slovenia, Lettonia, Estonia e Lituania) hanno nel frattempo aderito all’UE. Il cumulo paneuropeo esiste dall’inizio del 1997 e ha contribuito a promuovere in Svizzera una notevole semplificazione nel traffico europeo delle merci. Prima di tale data, il continente europeo era strettamente suddiviso in singole zone di libero scambio . Il 1997 ha sancito la possibilità per i singoli Paesi europei di accumulare le agevolazioni doganali e di crescere congiuntamente a livello di diritto commerciale. Questa situazione giova soprattutto al traffico di perfezionamento. http://www.ezv.admin.ch/pdf_linker.php?doc=Wegleitung_zu_Pan_Euro_Med (in tedesco)

  • d

  • DA (DESTINATARIO AUTORIZZATO)
    Ruolo «Destinatario autorizzato» Ditte abilitate a effettuare dichiarazioni doganali d’importazione presso un luogo autorizzato (normalmente domicilio della ditta). Per ulteriori informa-zioni consultare: http://www.ezv.admin.ch/zollinfo_firmen/04203/04306/04313/index.html?lang=it

  • DAP

    Il termine Delivered at Place (reso al luogo di destinazione, da inserire), sostituisce la resa DDU. Con questo acronimo, il venditore rende la merce non scaricata in un determinato luogo pattuito fra le parti; reso franco arrivo del mezzo di trasporto convenuto. Lo scarico della merce è a carico dell’acquirente, così come la responsabilità della messa a terra. Le formalità doganali d’esportazione e le eventuali licenze d’esportazione sono a carico del venditore, mentre le formalità doganali d’importazione, i diritti doganali e le eventuali licenze d’importazione, sono a carico dell’acquirente.

  • DAT

    Con il termine Delivered at terminal (reso al termina, inserire luogo pattuito), il venditore effettua la consegna della merce scaricata in un luogo concordato con l’acquirente, la resa è completa con l’indicazione della località. Pertanto i costi derivanti dallo scarico della merce dal mezzo di trasporto, sono a carico del venditore. La denominazione “Terminal” non deve essere letta esclusivamente per un terminal aeroportuale, marittimo o ferroviario bensì qualsiasi luogo sia esso coperto o scoperto convenuto col venditore. E’ importante che il luogo indicato sia il più specifico possibile, in quanto, una volta scaricata la merce, la responsabilità passa all’acquirente. Le formalità doganali d’esportazione, come eventuali costi per le licenze d’esportazione sono a carico del venditore, mentre i costi all’importazione e i relativi oneri doganali ed eventuali licenze d’importazione, sono a carico dell’acquirente.

  • DAZIO DOGANALE
    Il dazio doganale è un’imposta simile alle tasse da corrispondere allo Stato per l'entrata delle merci nell’area doganale. Nell'ambito del protezionismo i dazi protettivi rivestono un ruolo importante poiché mirano a proteggere i produttori nazionali dalla concorrenza estera. Nella maggior parte dei Paesi il dazio doganale viene riscosso sotto forma di dazio ad valorem, cioè l'importo da corrispondere viene calcolato in base ad una determinata percentuale del valore della merce. Diversamente da esso, in Svizzera e in qualche altro Paese viene adottato il sistema dei dati specifici. In Svizzera le merci sono sdoganate secondo il peso lordo (aliquota per 100kg). In considerazione della riduzione graduale dei dazi doganali dell'Accordo Generale sulle Tariffe e il Commercio essi hanno perso d’importanza nello scambio internazionale delle merci. In Svizzera è l'Amministrazione Federale delle Dogane (AFD) incaricata della riscossione dei dazi doganali. Le autorità doganali sono riunite a livello mondiale nella World Customs Organization (WCOOMD).

  • DDA
    Ruolo «Deposito doganale aperto» I DDA sono depositi doganali nel territorio doganale nei quali il depositario (importatore, speditore, transitario, trasportatore ecc.) può immagazzinare in luoghi autorizzati merce estera non imposta di sua proprietà o apparte-nente a terzi. Per maggiori informazioni: http://www.ezv.admin.ch/zollinfo_firmen/04203/04308/04329/04533/index.html?lang=it

  • DDP

    Il termine Delivery Duty Paid, conosciuto con l’acronimo D.D.P., stabilisce che a carico del venditore siano tutte le spese di trasporto fino ad una destinazione concordata, nonché le spese per l’ottenimento di licenze e documentazione per l’esportazione dalla nazione di origine e quelle per le operazioni doganali sempre di esportazione. Anche i costi da sostenere per l’attraversamento di altre nazioni fino a destino sono a carico dello speditore e le operazioni doganali nella nazione di arrivo compresa la liquidazione di tutti gli oneri gravanti sulla merce nella nazione di destino. Viene solitamente pattuita la clausola che l’imposta sul valore aggiunto (IVA) resta a carico dell’acquirente mentre il dazio ed eventuali altre tasse sono a carico del venditore. La formulazione di questo termine di resa è considerata completa con l’indicazione di una località specifica (esempio D.D.P. Lugano oppure D.D.P. Lugano esclusa IVA/DAZIO o oneri doganali)

  • DECISIONE D’IMPOSIZIONE ELETTRONICA (IME) ALL’ESPORTAZIONE
    Le IMe all’esportazione possono essere ritirate dalla persona il cui TIN o numero di spedizioniere è indicato nella dichiarazione doganale d’esportazione (DE). Al ritiro viene richiesto un certificato e verificata la firma. Le DIe devono essere conservate per almeno 10 anni. Per questi documenti vale il principio del ritiro: devono essere ritirati elettronicamente dopo l'importazione o l'esportazione.

  • DEPOSITO DOGANALE APERTO
    Ruolo «Deposito doganale aperto» I DDA sono depositi doganali nel territorio doganale svizzero nei quali il depositario (importatore, speditore, transitario, trasportatore ecc.) può immagazzinare in luoghi autorizzati merce estera non imposta di sua proprietà o apparte-nente a terzi. Per maggiori informazioni: http://www.ezv.admin.ch/zollinfo_firmen/04203/04308/04329/04533/index.html?lang=it

  • DGD
    Direzione generale delle dogane

  • DICHIARANTI
    Persone specializzate professionalmente a sbrigare le formalità doganali relative a importazione, esportazione e transito di merci.

  • DICHIARAZIONE DI ORIGINE
    Se si inviano uno o più colli è possibile presentare una dichiarazione di origine emessa dal fornitore sulla fattura anziché un Certificato di circolazione delle merci EUR1. Il valore totale dei prodotti a cui si riferisce la dichiarazione non deve però essere superiore a 10'300.-- CHF (nell'accordo tra la Svizzera e le Isole Faroer CHF 8'800.–). La dichiarazione d’origine va formulata nella forma e lingua prescritta nell’accordo di riferimento. La dichiarazione deve inoltre essere dattilografata (macchina da scrivere, tecnica tipografica) oppure bollata e provvista di firma autografa. L’esportatore è tenuto a conservare sia la copia della fattura che la dichiarazione d’origine per almeno tre anni. In italiano, il contratto dovrà riportare la dichiarazione d’origine con il seguente tenore: «L’esportatore delle merci contemplate nel presente documento dichiara che, salvo indicazione contraria, le merci sono di origine preferenziale (Paese/zona)».

  • DICHIARAZIONE IN DOGANA
    La dichiarazione in dogana consente al dichiarante di vincolare la merce sotto un regime doganale prescelto. Essa può essere fatta da chiunque sia in grado di presentare o far presentare al servizio doganale competente la relativa merce e tutti i documenti necessari a consentire l'applicazione delle disposizioni che disciplinano il regime doganale prescelto. Il titolare della procedura doganale è la persona alla quale è intestata la dichiarazione doganale o una persona terza alla quale sono stati trasferiti diritti e obblighi dalla suddetta persona in relazione ad una procedura doganale. Il dichiarante deve essere sostanzialmente insediato nella Comunità europea (le aziende svizzere possono tuttavia agire come dichiarante). La dichiarazione, per iscritto e firmata, va generalmente effettuata su formulario ufficiale prestampato, che in generale funge da documento unico contenente tutte le indicazioni prescritte per la relativa procedura. Dichiarazioni orali sono consentite in caso d'importazione di merci a scopo non commerciale quali bagagli, invii privati, piccoli invii o di invii a carattere commerciale il cui valore non superi i 1000 euro, come pure determinate merci in franchigia doganale.

  • DOCUMENTO AMMINISTRATIVO UNICO (CODICE DOGANALE)
    A. Il documento amministrativo unico Dichiarazioni scritte alla dogana devono essere presentate su un formulario, che corrisponde al modello ufficiale. Il modello ufficiale è il documento amministrativo unico (Regolamento (CEE) n° 2913/92 che istituisce il Codice doganale comunitario, art. 62 cpv. 1 e Regolamento (CEE) 2454/93, art. 205 cpv. 1). Il documento amministrativo unico è il formulario utilizzato dal 1988 nell'Unione europea per la dichiarazione delle merci oggetto di una procedura doganale. Il documento amministrativo unico viene inoltre applicato nel quadro del Trattato esistente fra la Comunità economica europea e l'AELS (GU L 134 del 22 maggio 1987). A questo Trattato hanno aderito nel 1996 anche la Polonia, la Repubblica ceca. l'Ungheria e la Slovacchia. B. La circolare concernente il documento amministrativo unico Dichiarazioni doganali scritte che vengono riportate sul documento amministrativo unico devono contenere tutte le indicazioni necessarie per l'applicazione delle disposizioni sulla procedura doganale per la quale la merce è dichiarata. Le istruzioni per compilare il documento amministrativo unico sono contenute in una circolare. La circolare è contenuta nel Regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione, del 2 luglio 1993, che fissa talune disposizioni d'applicazione del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio che istituisce il codice doganale comunitario, all'allegato 37. Il formulario in italiano è disponibile in formato.pdf sul sito web dell'Agenzia italiana delle dogane

  • DUAL USE
    Beni con duplice impiego (civile e militare). L'esportazione di tali prodotti è soggetta ad autorizzazione da parte della Segreteria di Stato dell'economia (SECO).

  • e

  • E-DEC
    L'e-dec esportazione ha sostituito la PSE (procedura semplificata all'esportazione) il 01.04.2010. Per effettuare dichiarazioni per via elettronica, il software dell'utente deve avere la funzione e-dec esportazione per la trasmissione all'AFD; in caso contrario, occorre incaricare un prestatario di servizi (spedizioniere o fornitore di servizi doganali).

  • EORI
    EORI (Economic Operators Registration and Identification) EORI è la banca dati centrale di tutti gli operatori doganali dell’Unione Europea. Per ogni transazione doganale all’interno dell’UE è necessario un numero EORI. Un’azienda svizzera solitamente non ha bisogno di questo numero, fatta eccezione per quando entra nell’UE in qualità di dichiarante doganale (ad es. nelle spedizioni DDP, o quando c’è un magazzino nell’UE). Le aziende svizzere che necessitano di un numero EORI devono registrarsi nel paese dell’UE nel quale svolgono le loro attività. Non è possibile registrarsi in Svizzera. In Germania, ad esempio, l’autorità competente è l’Informations- und Wissensmanagement Zoll (IWM) di Dresda. Per informazioni dettagliate sulla registrazione e per il modulo di richiesta consultare la sezione: Beantragung EORI-Nummer Deutschland.

  • EXW

    Il termine Ex Works, conosciuto anche con l’acronimo EXW, viene usualmente tradotta quale resa franco fabbrica. La notazione EXW, che deve essere completata dall’indicazione specifica di una località, è quella che vincola il venditore semplicemente a preparare dei beni nei suoi locali (fabbrica, magazzino ecc.) alla data concordata, provvedendo unicamente alla fornitura della documentazione adatta per l’esportazione dalla nazione di origine. L’acquirente, da parte sua, dovrà provvedere all’operazione doganale di esportazione (nel caso fosse impossibilitato a farlo la resa dovrà essere modificata in FCA), organizzerà il trasporto e ne pagherà tutti i costi, prendendone anche tutti i rischi fino alla destinazione finale.

  • f

  • FAS

    FAS * (solo marittimo o vie d’acqua interne) La resa Free alongside Ship (franco lungo bordo, indicare il porto convenuto), è nata per il trasporto marittimo essa stabilisce che a carico del venditore siano tutte le spese di trasporto fino al porto d’imbarco, compresi eventuali costi per la messa a terra su una banchina o chiatta designata dal compratore nel porto d’imbarco convenuto. Le spese per l’ottenimento di licenze e documentazioni per l’esportazione dalla nazione di origine e quelle per le operazioni doganali sempre di esportazione. Dal momento in cui la merce è considerata pronta per la partenza tutte le altre spese sono da considerarsi a carico dell’acquirente, compresi i costi di assicurazione. Per quanto concerne la responsabilità della merce questa passa dal venditore al compratore al momento in cui la merce stessa è scaricata sulla banchina. Per spedizioni con container è più appropriato utilizzare la resa FCA.

  • FCA Incoterms

    Il termine Free Carrier viene usualmente tradotto come franco spedizioniere, derivato dal termine “free” (“libero”) inteso con il trasporto non pagato. La notazione FCA, che deve essere completata dall’indicazione specifica di una località, è quella che vincola il venditore a preparare dei beni alla data concordata, provvedendo alla fornitura della documentazione adatta per l’esportazione dalla nazione di origine, alla consegna presso il magazzino dello spedizioniere (o altro soggetto scelto dall’acquirente) e al pagamento dei costi relativi all’operazione doganale di esportazione. L’acquirente, da parte sua, organizzerà il trasporto e ne pagherà tutti i costi, prendendone anche tutti i rischi fino alla destinazione finale.

  • FIATA
    L’abbreviazione FIATA sta per Federazione internazionale delle associazioni degli spedizionieri (International Federation of Freight Forwarders Associations). Si tratta di una federazione internazionale che raggruppa le associazioni degli spedizionieri, rappresenta a livello mondiale gli interessi degli spedizionieri e offre servizi di logistica. La FIATA, in qualità di organizzazione mantello, ha come obiettivo la difesa, la promozione e il coordinamento a livello internazionale degli interessi comuni dei vari membri. A tal scopo cura i contatti con le organizzazioni e le associazioni nello scacchiere del traffico e del commercio. L’organizzazione contribuisce a stabilire usi e regolamenti nel commercio internazionale e tratta questioni generali inerenti il commercio e il traffico. La federazione FIATA non persegue scopi economici e ha la sua sede a Glattbrugg.

  • FOB

    L’espressione Free On Board è nata principalmente per il trasporto marittimo (franco a bordo), essa stabilisce che a carico del venditore siano tutte le spese di trasporto fino al porto d’imbarco, compresi eventuali costi per la messa a bordo della nave, nonché le spese per l’ottenimento di licenze e documentazioni per l’esportazione dalla nazione di origine e quelle per le operazioni doganali sempre di esportazione. Dal momento in cui la merce è considerata pronta per la partenza tutte le altre spese sono da considerarsi a carico dell’acquirente, compresi i costi di assicurazione. Per quanto concerne la responsabilità della merce questa passa dal venditore al compratore al momento in cui la merce stessa supera fisicamente la verticale della murata della nave. La formulazione di questo termine di resa è considerata completa con l’indicazione del porto di imbarco (esempio FOB Genova). Da questo termine erano stati mutuati, anche se ormai non più corretti, anche i termini FOR – Free on Rail e FOT – Free on Truck rispettivamente in uso nel caso il trasporto avvenisse via ferrovia o via camion. Nel caso del trasporto ferroviario, del trasporto via strada e del trasporto aereo il termine equivalente è Free Carrier (FCA).

  • g

  • GATS
    Accordo generale sugli scambi di servizi (General Agreement on Trade in Services) Lo scambio dei servizi è disciplinato da un accordo (GATS) nel quadro dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Assieme all’accordo sulla circolazione delle merci (GATT 94) e all’accordo sulla protezione dei diritti di proprietà intellettuale (TRIPS), esso costituisce uno dei tre pilastri del sistema commerciale multilaterale dell’OMC. I principi più importanti riguardano il trattamento di nazione più favorita e il trattamento nazionale. La clausola della nazione più favorita è una disposizione che impedisce di favorire i fornitori nazionali rispetto a quelli esteri. Eventuali trattamenti favorevoli devono essere applicati a tutti i Paesi dell'OMC. Alla clausola della nazione più favorita fanno eccezione gli accordi regionali in materia di integrazione. In questo caso, i trattamenti di favore commerciali UE, per esempio, non devono esser applicati anche a Paesi terzi. La clausola del trattamento nazionale obbliga gli Stati membri ad accordare ai fornitori esteri lo stesso trattamento riservato a quelli nazionali. Le risorse statali devono pertanto essere a disposizione anche dei fornitori privati.

  • GATT
    Il General Agreement on Tariffs and Trade (dall'inglese: Accordo Generale sulle Tariffe ed il Commercio), meglio conosciuto come GATT, è un accordo internazionale, firmato il 30 ottobre 1947 a Ginevra, in Svizzera, da 23 paesi, per stabilire le basi per un sistema multilaterale di relazioni commerciali con lo scopo di favorire la liberalizzazione del commercio mondiale.

  • GCD
    Gestione dei clienti della dogana Con il progetto «gestione dei clienti della dogana» si intende introdurre nell’AFD il numero d’identificazione delle imprese (IDI). Ciò richiede la realizzazione di un sistema informatico centrale per il rilevamento e la gestione dei dati di base di tutti i clienti della dogana. La gestione dei dati di base compete prevalentemente ai clienti stessi.

  • i

  • IDI
    Numero d’identificazione delle imprese Da gennaio 2011, l’Ufficio federale di statistica (UST) attribuisce a ogni impresa che opera in Svizzera un numero d’identificazione delle imprese univoco e unitario, il cosiddetto IDI. L’IDI permette alle imprese di identifi-carsi con un solo e unico numero in tutti i contatti con l’amministrazione. Vedi anche www.uid.ch

  • Institute Cargo Clauses
    Anche American Institute Cargo Clauses: Insieme di definizioni e regole adottate su base volontaria da gran parte degli assicuratori marittimi per l'assicurazione merce, inclusi lo Institute of London Underwriters e lo American Institute od Marine Underwriters. Dette anche American Institute Cargo Clauses. I tipi di assicurazione comuni previsti dallo 1/1/2009 sono: "Classe A" (vecchio "All Risk"), "Classe B" (vecchio "With Average") e "Classe C" (vecchio "Free of Particular Average").

  • IVA in Svizzera
    L’imposta sul valore aggiunto (IVA) è un’imposta generale sul consumo. Viene applicata a tutte le fasi della produzione e della distribuzione nonché all'importazione di beni, inoltre all'industria nazionale dei servizi e su servizi che sono stati forniti da imprese con sede all'estero. Competenti per la riscossione dell'imposta sui fatturati interni in Svizzera e nel Liechtenstein e sui servizi forniti da imprese con sede all'estero sono l'Amministrazione federale delle contribuzioni ovvero l'Amministrazione delle contribuzioni del Principato del Liechtenstein, sull'importazione di beni l'Amministrazione federale delle dogane. Il fondamento giuridico per l'IVA in Svizzera è la Legge federale sull'IVA del 2 settembre 1999 (RS 641.20). Nell'Unione europea determinante è la sesta Direttiva IVA (77/388/CEE) con le seguenti integrazioni e semplificazioni. Il diritto tributario svizzero in materia di IVA concorda nelle sue tendenze base con le disposizioni dell'UE corrispondenti. Sono soggetti d'imposta i fornitori autonomi di prestazione che realizzano in Svizzera o nel Liechtenstein un fatturato annuo superiore a CHF 100'000.–, conseguito con operazioni imponibili. Per associazioni sportive senza scopo di lucro, gestite tramite volontariato il fatturato limite è pari a CHF 150'000.– annui. L’IVA viene corrisposta sul fatturato lordo realizzato, ma è possibile dedurre nel rendiconto IVA l'imposta gravante sui beni ed i servizi acquistati. Grazie a questa cosiddetta detrazione dell'imposta sul fatturato d'acquisto si evita un cumulo d'imposta (acquisto soggetto ad onere fiscale e tassazione del fatturato). Nel caso dell'importazione di beni l'imposta viene applicata sul loro valore fino al loro primo luogo di destinazione sul territorio nazionale. Per la circolazione di viaggiatori e per il traffico di frontiera ci sono livelli di esenzione. Per ulteriori informazioni in proposito rivolgersi all'Amministrazione federale delle dogane (www.dogana.ch). Se si ricevono servizi da un fornitore con sede all'estero il destinatario sul territorio nazionale deve corrispondere la relativa imposta. Qualora egli non sia già soggetto d'imposta sulla base del fatturato che matura sul territorio nazionale, egli diviene soggetto d'imposta per tali servizi non appena questi superano un valore annuo di CHF 10'000.–. La nuova Legge sull’IVA (LIVA) è entrata in vigore il 1° gennaio 2010, contemporaneamente alla relativa ordinanza d’esecuzione. La revisione totale della legge sull’IVA ha avuto come principale obiettivo la sua semplificazione e la maggiore praticabilità per gli utenti. Con oltre una cinquantina di provvedimenti, la nuova legge dovrebbe permettere di alleviare gli oneri amministrativi delle imprese e ridurre i costi generati dal pagamento dell’imposta. Dal 1° gennaio 2011 in Svizzera vigono i seguenti tassi di IVA: Tasso normale: 8% Tasso ridotto: 2.5% Tasso speciale per il settore alberghiero: 3.8%. Nell’Unione europea l'aliquota normale oscilla tra il 15 e il 27%, le aliquote ridotte possono raggiungere il 2,1%. Moltissimi servizi sono esenti dall'IVA, come per es. i settori della sanità, del sociale, dell'educazione e della cultura, del traffico monetario e della circolazione dei capitali (l'amministrazione patrimoniale e le operazioni di incasso sono però imponibili), delle assicurazioni, dell'affitto di appartamenti e della vendita di immobili. Chi fornisce tali servizi non ha tuttavia diritto alla detrazione dell'imposta sul fatturato d'acquisto (esenzione impropria) anche qualora egli sia soggetto d'imposta in ragione di altri fatturati imponibili. Anche le forniture effettuate all'estero sono in genere imponibili. Lo stesso vale per servizi che sono considerati come forniti all'estero. Tali servizi sono invece esenti da imposta qualora venga presentata la prova necessaria. Al contrario di quanto avviene per le prestazioni esenti da imposta il fornitore di prestazioni soggetto d'imposta può in questo caso godere della detrazione dall'imposta sul fatturato d'acquisto (esenzione propria).

  • l

  • LETTERA DI CREDITO
    Il credito documentario o lettera di credito (L/C) è uno strumento per la riduzione dei rischi di pagamento nei rapporti d'affari internazionali. In questo caso l'acquirente incarica la sua banca di corrispondere entro un determinato termine al venditore (esportatore svizzero) un importo stabilito alla consegna dei documenti prescritti relativi alla spedizione della merce. L'esportatore è pertanto tutelato dal rischio di fornire merce senza ricevere la controprestazione prevista dal contratto. Contemporaneamente l'acquirente è tutelato dal rischio di pagare prima che i documenti a mezzo di banca siano stati presentati alla sua banca entro i termini. Inoltre l'acquirente evita di dover corrispondere grossi acconti o pagamenti anticipati, perché la lettera di credito conferma la sua affidabilità. Il committente della banca nel caso del credito documentario è l'acquirente, mentre nel caso dell'incasso documentario è il venditore.

  • m

  • Marchio CE
    Il marchio CE costituisce la prova che un prodotto risponde ai requisiti fondamentali di salute e di sicurezza ai sensi del diritto UE e che è stato sottoposto alle procedure di valutazione della conformità prescritte. Il marchio CE è obbligatorio per tutte le merci che rientrano nell'ambito di validità delle circa 20 direttive UE secondo il cosiddetto "nuovo approccio" e che sono messe in circolazione nel mercato unico dell'UE o nello Spazio Economico Europeo (SEE). In molti casi il marchio CE può essere apposto dal produttore stesso. Non è un marchio di qualità e nemmeno un marchio di origine, si tratta piuttosto di un marchio amministrativo che dovrebbe semplificare la circolazione delle merci. Il marchio CE è il "passaporto tecnico" nel mercato unico UE e SEE. Sulla base della Legge federale sugli ostacoli tecnici agli scambi, la Svizzera ha ampiamente adeguato le sue norme per i prodotti al diritto UE corrispondente. In Svizzera non vi è tuttavia l'obbligo di apporre il marchio CE. Con un accordo sul mutuo riconoscimento di valutazioni della conformità (”Mutual Recognition Agreement“ MRA) le procedure di prova, i certificati di prova e i marchi di conformità collegati al marchio CE vengono riconosciuti reciprocamente. In questo modo vengono meno prove doppie ed il dispendio di tempo e di denaro ad esse connesso. Come parte integrante del pacchetto dei sette Accordi bilaterali I, il 01.06.2002 è entrato in vigore anche l'accordo tra la Comunità Europea e la Confederazione svizzera per il mutuo riconoscimento delle valutazioni della conformità. Ogni direttiva di armonizzazione CE stabilisce quali prodotti devono essere contrassegnati con il marchio CE e determina i requisiti essenziali. Il produttore deve assicurarsi che il suo prodotto soddisfi tutte le richieste e rispetti le direttive rilevanti per il prodotto. Attualmente esistono circa 20 direttive CE (cosiddetto “nuovo approccio”) che prevedono la marcatura CE. Nella fattispecie: recipienti semplici a pressione, giocattoli, prodotti da costruzione, apparecchi sensibili alle perturbazioni elettromagnetiche, macchinari, dispositivi di protezione individuale, strumenti per pesare a funzionamento automatico, dispositivi medici impiantabili attivi, apparecchi a gas, caldaie ad acqua calda, materiale esplosivo per uso civile, dispositivi medici, apparecchi e sistemi di protezione per uso in aree potenzialmente esplosive, imbarcazioni da diporto, ascensori, prodotti elettrici a bassa tensione, attrezzature a pressione, dispositivi medico-diagnostici in vitro, apparecchiature radio e terminali di comunicazione, impianti a fune adibiti al trasporto di persone.

  • MERCOSUR
    Mercosur è la sigla di «Mercado común del Sur», il Mercato comune del Sudamerica. Vi fanno parte in qualità di Stati membri: Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela. Sono inoltre Stati associati: il Cile, la Bolivia, il Perù, la Colombia e l’Ecuador. http://www.s-ge.com/svizzera/export/it/blog/il-venezuela-e-escluso-dal-mercosur

  • n

  • NCTS

    New computerized transit system (sistema di transito elettronico per la procedura di transito comune)

  • p

  • Pallet aereo (Air cargo pallet)
    Piattaforma di alluminio - di diverse misure standard - sulla quale si pongono ordinatamente dei colli per costruire una catasta che può arrivare anche a 3 m di altezza. Terminato questo, la catasta viene coperta con uno o due teli di plastica ed ancorata solidamente al pianale con una rete. Il tutto può essere caricato a bordo dell'aeromobile come un contenitore.

  • Procedura di ritiro IMe
    Elettronica Le decisioni d’imposizione possono essere ritirate solo in forma elettroni-ca. Cartacea Le decisioni d’imposizione vengono stampate su carta dall’AFD e spedite per posta. Impiego parallelo Durante un periodo di transizione di 30 giorni al massimo, le decisioni d’imposizione vengono recapitate per posta, ma possono essere ritirate contemporaneamente anche per via elettronica. Trascorsi i 30 giorni il sistema passa automaticamente alla procedura elettronica.

  • s

  • SA SPEDITORE AUTORIZZATO
    Ruolo «Speditore autorizzato» Le ditte che sono abilitate a effettuare le dichiarazioni d’esportazione presso un luogo autorizzato (normalmente domicilio della ditta). Per ulteriori informazioni consultare: http://www.ezv.admin.ch/zollinfo_firmen/04203/04308/04323/index.html?lang=it

  • SISCOMEX
    Il sistema SISCOMEX, il despachante aduaneiro, il RADAR della Receita Federal ed il Banco Central do Brasil, sono le componenti strutturali del sistema doganale brasiliano, i quali operano in sintonia tra di loro.Mentre per gli organismi istituzionali non necessita indicare particolari note, per la figura del despachante aduaneiro è importante sapere che questa figura professionale tipica brasiliana è l’interlocutore tecnico accreditato presso gli organismi istituzionali, figura importante con ruolo importante. In presenza di attività di importazione o esportazione senza la garanzia dell’operatore di logistica, è consigliabile verificarne preventivamente la professionalità.

  • w

  • WEB GUI
    Applicazione Internet dell’Amministrazione federale delle dogane che serve per il ritiro delle decisioni di imposizione elettroniche. L’applicazione è idonea solo in caso di ritiro di un esiguo numero di decisioni di imposi-zione. Le consultazioni collettive possono essere eseguite esclusivamente tramite servizio web e canale e-mail. Ulteriori informazioni su: http://www.ezv.admin.ch/zollanmeldung/05042/05047/05067/05081/index.html?lang=it