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F.A.Q.


QUALI SONO GLI STATI MEMBRI DELL'UE E QUAL’È IL LORO ANNO DI ADESIONE?
  • Austria (1995)
  • Belgio (1952)
  • Bulgaria (2007)
  • Cipro (2004)
  • Repubblica Ceca (2004)
  • Croazia (2013)
  • Danimarca (1973)
  • Estonia (2004)
  • Finlandia (1995)
  • Francia (1952)
  • Germania (1952)
  • Grecia (1981)
  • Ungheria (2004)
  • Irlanda (1973)
  • Italia (1952)
  • Lettonia (2004)
  • Lituania (2004)
  • Lussemburgo (1952)
  • Malta (2004)
  • Paesi Bassi (1952)
  • Polonia (2004)
  • Portogallo (1986)
  • Romania (2007)
  • Slovacchia (2004)
  • Slovenia (2004)
  • Spagna (1986)
  • Svezia (1995)
  • Regno Unito (1973)
CHE COS’É LA GUCE?

La GUCE è la Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea, cioè il documento dove sono pubblicati i Regolamenti e le Direttive emanate dalla Commissione dell'Unione Europea (L'acronimo è rimasto invariato quando si è passati dalla Comunità Europea all'Unione Europea).

QUALCHE DETTAGLIO SULLA CEE E L’UNIONE EUROPEA

La Comunità Economica Europea è l'unione commerciale istituita con il Trattato di Roma del 1957 da Francia, Germania, Italia, Regno del Belgio, Granducato di Lussemburgo e Regno dei Paesi Bassi (Olanda). Inizialmente denominata MEC (Mercato Comune Europeo), si è progressivamente allargata a quindici Stati per poi trasformarsi in Unione Europea (UE).

Quasi completamente abbandonato nella terminologia ufficiale dell'Unione Europea, CEE rimane nel linguaggio colloquiale e nella terminologia doganale, ad esempio per indicare, accoppiato al prefisso "extra", soggetti non cittadini dell'Unione Europea o merci non comunitarie.

Con il Trattato di Maastricht la Comunità Economica Europea – CEE ha deciso di trasformare l'unione commerciale in politica abolendo i vincoli doganali per le merci originarie della CEE o messe in libera circolazione; con gli Accordi di Schengen si è sancita la libera circolazione dei cittadini della CEE all'interno del suo territorio. Questa nuova unione politico-commerciale è stata denominata Unione Europea e conta attualmente 27 Stati membri.

CHE COSA SONO I REGOLAMENTI E LE DIRETTIVE?

L'acronimo semplificato CE viene invece usato per identificare le leggi comunitarie che sono i regolamenti o le direttive.

I Regolamenti sono le leggi dell'Unione Europea ed hanno immediata applicazione in tutto suo territorio dal momento della loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea (GUCE).

Le Direttive sono leggi dell'Unione Europea che non hanno immediata applicazione ma richiedono provvedimenti legislativi di ciascun Stato membro per essere applicate. Ogni Stato membro non dispone di un tempo indefinito per applicare una direttiva e normalmente deve applicarla entro due anni dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea (GUCE).

COSA SI INTENDE PER SPAZI DOGANALI?

Gli spazi doganali sono le aree destinate alle operazioni doganali e sono, per definizione, le aree di proprietà delle dogane (uffici, magazzini e spazi per la sosta di mezzi di trasporto). Le merci che sono introdotte negli spazi doganali entrano sotto il controllo diretto della dogana e quindi non possono uscirne senza il permesso della stessa. Il rilascio del permesso di uscita della merce si chiama “svincolo”.

Spazi doganali non sono solo le aree direttamente occupate dalla dogana: infatti con le procedure domiciliate,  su richiesta di parte e con l'autorizzazione della dogana, può essere definito spazio doganale un qualsiasi locale, magazzino o area di sosta mezzi di trasporto che sia adibito ad operazioni e che risponda ai criteri di sicurezza generica e fiscale fissati dalle autorità doganali.

Uno spazio doganale può essere delimitato da recinti e muri o anche solo da segnaletica orizzontale e/o verticale (righe, bande, cartelli). La chiara identificazione di uno spazio doganale è necessaria per distinguerlo da altre aree di installazioni adibite ad utilizzi diversi da quelli doganali ed evitare promiscuità tra merci sotto controllo doganale e svincolate e/o libere.

In questi spazi la dogana non è sempre presente, ma le merci introdotte per operazioni doganali sono a tutti gli effetti sotto il controllo doganale e possono uscire solo se svincolate dalla dogana. Anche le persone che lavorano all'interno di questi spazi possono farlo solo con il permesso della dogana, devono essere preventivamente segnalate alle autorità doganali che ne approvano l'ingresso e la permanenza all'interno di queste aree.

CHE COSA SONO LA DESTINAZIONE DOGANALE ED IL REGIME DOGANALE?

Per destinazione doganale si intende il tipo di operazione doganale che si intende effettuare e quelle previste dall'attuale normativa comunitaria sono:

- il vincolo della merce ad un regime doganale;

- la sua introduzione in zona franca o in deposito franco;

- la sua riesportazione fuori del territorio doganale della Comunità;

- la sua distruzione;

- il suo abbandono all'Erario.

 

I regimi doganali sono:

- l'immissione in libera pratica;

- il transito;

- il deposito doganale;

- il perfezionamento attivo (temporanea importazione con lavorazione);

- la trasformazione sotto controllo doganale;

- l'ammissione temporanea;

- il perfezionamento passivo (temporanea esportazione con lavorazione);

- l'esportazione.

QUANDO SI PARLA DI DISTRUZIONE DELLA MERCE SOTTO CONTROLLO DOGANALE?

Quando non è possibile sdoganare la merce o rimandarla al mittente, è possibile richiederne la distruzione sotto controllo doganale: questa consiste nell'individuare il sistema più adatto per rendere la merce in oggetto completamente inutilizzabile e priva di valore. La distruzione viene autorizzata dalla dogana e, normalmente, è effettuata a spese dell'operatore doganale e sotto il controllo della Guardia di Finanza e quando verbalizzata, annulla l'obbligazione tributaria, cioè non sono dovuti gli oneri doganali. Talvolta la distruzione viene direttamente disposta dalle autorità doganali per motivi di salute o di ordine pubblico.

COSA SI INTENDE PER ABBANDONO DELLA MERCE?

Quando, per un qualsiasi motivo, alla merce giacente sotto controllo doganale non è possibile dare una Destinazione Doganale o un Regime Doganale, entro i termini stabiliti dalla normativa vigente, la merce è considerata abbandonata (si dice “al pubblico erario”). Con l'abbandono il proprietario o il detentore della merce ne perde la disponibilità che passa invece all'amministrazione statale.

La volontà di abbandonare la merce può anche essere manifestata in anticipo sui termini di scadenza dal proprietario o dal detentore della merce. L'abbandono annulla l'obbligazione tributaria, cioè non sono dovuti gli oneri doganali.

Ogni sei mesi la dogana elenca le merci abbandonate e anche quelle confiscate e successivamente le vende all'asta.

CHE COSA SONO I CONTROLLI SANITARI DI CONFINE?

Tutte le merci destinate al consumo umano (cibi e bevande) e all'uso od il contatto con il corpo umano (medicinali, cosmetici, parrucche etc.) devono essere controllate dall'Ufficio Sanitario di Confine prima dell'operazione doganale per stabilirne la conformità alle vigenti norme sanitarie.

L'Unione Europea ha emesso proprie disposizioni che devono essere applicate da ogni Stato membro, ma ha anche lasciato discrezionalità normativa a ciascuna nazione su questo argomento, quindi le norme italiane possono essere anche molto differenti da quelle applicate in altri Stati membri.

Se la merce esaminata è conforme, l'Ufficio Sanitario di Confine rilascerà un "Nulla Osta" all'ingresso della stessa sul territorio nazionale e successivamente si procederà con le formalità doganali. Se la merce non risulta conforme, sarà respinta e di norma rimandata al mittente. In ultimo se tale operazione dovesse comportare rischi, può essere disposta la distruzione della merce sotto controllo doganale.

Una spedizione soggetta a controllo sanitario di confine può essere trasferita ad una ASL per ulteriori accertamenti. Per fare ciò è necessario richiedere un "Nulla Osta" al transito sotto controllo doganale. Una volta ottenuto, la merce può essere estratta dal magazzino doganale e consegnata alla destinazione indicata, segnalandone alla ASL di competenza l'arrivo.

Anche le merci destinate all'uso o consumo animale sono controllate, ma da un ufficio che è il Posto Veterinario di Confine. Le procedure elencate per la parte umana valgono anche per quella animale e lo stesso discorso vale per la flora che viene controllata dall'Ufficio del Fitopatologo di Confine.

ALCUNE SPECIFICHE SUL PLAFOND IVA E LA DICHIARAZIONE D’INTENTO

Ogni esportazione perfezionata (si veda ECS) crea un credito IVA da parte dell’esportatore verso lo Stato. A consuntivo ciò comporterebbe un esborso fisico di denaro da parte dell’amministrazione statale nei confronti del creditore IVA. Per evitare ciò lo Stato italiano ha istituito lo strumento del Plafond IVA.

Per poter costituire il plafond occorre essere esportatori abituali, cioè l’ammontare delle esportazioni o delle operazioni assimilate effettuate nell’anno solare precedente o nei dodici mesi precedenti deve essere percentualmente superiore al 10% del volume d’affari sviluppato nello stesso periodo.

Una volta stabilito che si ha la qualifica di esportatore abituale si può scegliere tra plafond fisso e plafond mobile:

-       Il Plafond fisso si calcola sommando l’importo dell’IVA non corrisposta all’esportazione e/o nelle operazioni assimilate e accumulata nell’anno solare precedente. (es: un esportatore abituale che ha accumulato € 50.000 di plafond IVA nell’anno 2008 potrà chiedere nell’anno 2009 di non corrispondere IVA a propri fornitori sino alla concorrenza dello stesso importo);

-       Il Plafond mobile (mensile) si calcola tenendo conto delle operazioni effettuate nei dodici mesi precedenti. L’utilizzo del plafond IVA mobile comporta due condizioni:

1) è necessario avere iniziato l’attività da almeno dodici mesi;

2) lo status di esportatore abituale deve essere verificato ogni mese.

L’utilizzo del plafond richiede la compilazione di una Dichiarazione d’Intento e nel caso delle importazioni deve essere compilata una dichiarazione per ciascuna operazione. Tale dichiarazione deve essere numerata e datata e non può essere emessa in data successiva a quella dell’operazione doganale.

La possibilità di utilizzo del plafond IVA e dell’emissione della Dichiarazione d’Intento è sotto l’esclusiva discrezionalità e responsabilità dell’importatore. La dichiarazione d’importazione dovrà comunque riportare l’importo dell’IVA calcolato sul valore imponibile della merce, ma nel riquadro di conteggio degli oneri doganali andrà apposto un codice di detrazione che azzererà l’importo dell’imposta.

CHE COS’È LA REINTRODUZIONE IN FRANCHIGIA?

Nel caso in cui delle merci precedentemente esportate debbano essere reimportate nello stesso territorio così come sono, avendo perso lo status di merce in libera circolazione nella UE dopo l’esportazione, sarebbero assoggettate al pagamento degli oneri doganali. Uno dei modi per evitare l’esborso di somme di denaro è utilizzare la reintroduzione in franchigia. Ciò può essere ottenuto presentando una domanda alla dogana in cui sia spiegato che si tratta di merce precedentemente esportata dall’Italia e che ora vi ritorna in tutto od in parte.

Alla domanda si allegano:

- la bolletta di esportazione originale con relativa documentazione;

- la dichiarazione d’importazione senza esposizione degli oneri doganali.

L’esatta denominazione dell’operazione è “reintroduzione in franchigia dai dazi” perché questa facilitazione si dovrebbe applicare solo al dazio e non all’IVA.

La reintroduzione in franchigia si applica anche all’IVA quando l’esportatore (che ora diventa importatore) non ha ancora registrato l’esportazione ai fini IVA. Se l’operazione fosse già registrata l’importo dell’IVA non applicato sulla fattura d’esportazione andrebbe a costituirebbe il Plafond IVA. Questa è una facilitazione e, poiché il risultato della reintroduzione in franchigia deve essere neutro, ne consegue che l’IVA non esposta sulla fattura d’esportazione deve essere pagata in dogana.

Nel caso in cui l’operazione non sia stata registrata ai fini IVA è possibile non pagare l’imposta in dogana all’atto della reintroduzione attraverso un’auto certificazione dell’importatore (prima esportatore) che, sotto la sua responsabilità (penale) dichiara che l’IVA non è andata a costituire plafond. Nel caso in cui l’operazione sia stata registrata ai fini IVA esiste, a discrezione dell’importatore, la possibilità di evitare il pagamento in dogana dell’imposta attraverso la presentazione di una Dichiarazione d’Intento.

A seguito della domanda presentata, la dogana verifica fisicamente che la merce che rientra è la stessa a suo tempo esportata con bolletta allegata alla domanda e ne controlla la documentazione. In caso positivo la reintroduzione in franchigia è autorizzata, la bolletta d’esportazione viene definitivamente ritirata dalla dogana e la merce consegnata al suo legittimo proprietario.

CHE COS’È UN’IMPORTAZIONE IN FRANCHIGIA?

Si ha importazione in franchigia quando le merci sono importate senza pagamento degli oneri doganali. La “franchigia” degli oneri doganali può derivare da norme particolari come quelle che regolamentano l’importazione di merci destinate a:

- sedi diplomatiche;

- uffici statali;

- società ed organismi internazionali senza scopo di lucro (ad es. FAO, UNICEF etc.);

- altre società ed organismi riconosciuti come enti di beneficenza (ONLUS);

- In Italia, Forze Armate dello Stato e contingenti militari stranieri dislocati nelle basi NATO presenti sul territorio nazionale.

La franchigia è concessa a determinate condizioni anche all’importazione di:

- Effetti personali e masserizie usati e di proprietà di cittadini stranieri non residenti nell’Unione Europea che prendono la residenza sul territorio nazionale;

- Effetti personali e masserizie usati e di proprietà di cittadini italiani che riprendono la residenza sul territorio nazionale dopo un periodo di permanenza fuori dall’Unione Europea;

- Effetti personali e masserizie a seguito del viaggiatore, cioè tutto ciò che un soggetto trasporta durante un limitato periodo di soggiorno in Italia e che riporta con sé quando lascia il territorio nazionale;

- Attrezzi e strumenti necessari per l’esecuzione di lavori e/o prestazioni varie che permangono sul territorio nazionale per il tempo necessario alla conclusione dei lavori e/o delle prestazioni.

CHE COS’È IL CITES?

CITES è l’acronimo della Convezione sul commercio internazionale di specie della fauna e della flora in via d’estinzione (Convention on International Trade in Endangered Species of wild fauna and flora) firmata a Washington nel 1975 - da qui il modo più comune di identificarla in Convenzione di Washington - e regolamenta il commercio ed il trasporto di queste particolari specie.

In base a questo accordo si stabilisce che l’acquisto, la vendita e la detenzione di esemplari protetti dalla Convenzione, di loro parti (es. avorio, ossa, pelli o pellicce etc.) o di prodotti ottenuti da essi è un reato internazionale punibile in tutti gli Stati firmatari della stessa.

La Convenzione ha pubblicato alcuni elenchi tra i quali quello delle specie per cui è vietato il commercio e quello in cui sono riportate le specie che è possibile commercializzare sotto il monitoraggio degli organismi internazionali di controllo preposti allo scopo. In questo secondo caso, per commercializzare, lavorare e trasportare specie e prodotti ottenuti, è necessario procurarsi un certificato Cites che è una vera e propria licenza internazionale.

CHE COS’È LA DICHIARAZIONE DI WASHINGTON?

Quando la specie o il prodotto oggetto di una spedizione non fa parte degli elenchi predisposti dalla Convenzione è possibile fornire una dichiarazione in autocertificazione, comunemente denominata Dichiarazione di Washington.

ALCUNI DETTAGLI SULL’UNIONE DOGANALE ED I PAESI TERZI

La Comunità Europea dal 1933 costituisce anche un'Unione Doganale; i Paesi Terzi sono le nazioni o i territori che non fanno parte dell'Unione Europea. Ne consegue che si definisce” importazione” l'operazione di introdurre merci provenienti da un Paese Terzo attraverso un qualsiasi punto del territorio doganale dell'Unione Europea, mentre “esportazione” è  l'operazione inversa, cioè spedire merci verso un Paese terzo fuori dal territorio doganale dell'Unione Europea, attraverso un qualsiasi punto di uscita.

CHE COS’È UN DV1?

La dichiarazione in dogana delle merci destinate all'immissione in libera pratica o all' importazione deve essere integrata da un' ulteriore dichiarazione del valore da compilare sullo speciale formulario denominato DV1:  consiste nel fornire una serie di dati relativi agli elementi che costituiscono il valore della merce da importare su un modulo stabilito dalla normativa comunitaria.

Questo modello è un particolare stampato da allegare alla dichiarazione doganale, nel quale vanno dichiarati gli elementi relativi al valore in dogana delle merci cui si riferisce detta dichiarazione. 
Tale stampato figura nell'Allegato 28 del regolamento (CEE) n. 2454/93 (Disposizioni di applicazione del DAC, Codice Doganale Comunitario) e può essere eventualmente integrato da uno o più moduli D.V.1 bis corrispondenti al facsimile figurante nell'Allegato 29 (cfr. articolo 178 DAC).

Il modello D.V.1 è richiesto quando il valore di transazione è superiore a Euro 10.000 (diecimila). Inoltre l'Agenzia delle Dogane, con la circolare n. 29/D del 20 luglio 2005,  ha chiarito che le dichiarazioni doganali di importazione devono essere sempre corredate dal modello D.V.1 anche quando le merci sono soggette a dazio con aliquota zero, in quanto la «dichiarazione complementare di valore» è necessaria per determinare il valore effettivo delle merci importate, che potrebbe non coincidere con quello fatturato.

Per correttezza di informazioni è doveroso sottolineare che il modello D.V.1  non è sempre necessario per la dichiarazione dei dati ai fini della determinazione del valore in dogana (merci esenti da dazio o merci per le quali è prevista una tassazione basata, anziché sul valore, su elementi quantitativi). 
In circostanze particolari, infatti, l'autorità doganale potrebbe rinunciare ad esigere la sua presentazione (cfr. articoli 178, paragrafo 3, e 179, paragrafo 1, DAC), così come potrebbe autorizzare variazioni di forma nella presentazione dei dati richiesti (cfr. art. 180 DAC).


L'importatore può optare per la presentazione e sottoscrizione del modello DV1 per ogni singola operazione di importazione che necessiti di tale formulario oppure, qualora si prevedano operazioni di importazione standardizzabili in determinate casistiche, può delegare lo spedizioniere con un modello di delega come quello allegato.

COSA SI INTENDE PER TERRITORIO DOGANALE DELL’UNIONE EUROPEA?

Il Codice Doganale Comunitario (CDC) stabilisce qual è il territorio doganale dell’Unione Europea che differisce da quello globale perché alcune parti di esso ne sono escluse. Ciò comporta che nei territori esclusi, sebbene facenti parte dell’Unione, le merci non possono liberamente circolare ma sono ancora soggette ad operazioni doganali.

I territori esclusi sono i seguenti:

- Le Isole Faroer (Danimarca);

- La Groenlandia (Danimarca);

- Ceuta e Melilla (Spagna);

- St. Pierre et Miquelon, Mayotte (Francia);

- Livigno, Campione d’Italia (Italia);

- Acque territoriali del Lago di Lugano (Italia);

- Isole Normanne (Gran Bretagna);

- Isole di Man (Gran Bretagna).

COSA SI INTENDE PER INTRASTAT?

Il sistema di controllo Intrastat è stato ideato in quanto le aliquote IVA applicate nei vari Stati membri sono differenti e non è possibile applicare alle merci in libera circolazione scambiate tra Stati membri dell'Unione Europea lo stesso meccanismo dell'IVA.

Ad esempio per merce acquistata in Francia e destinata in Italia, si avrebbe l'anomalia che l'IVA applicata dal venditore francese non è uguale a quella che l'acquirente italiano pagherebbe se la merce fosse acquistata in Italia.

Gli scambi di merci in libera circolazione tra Stati membri sono definiti acquisti intracomunitari quando entrano nel territorio di uno qualsiasi degli Stati membri UE o vendite intracomunitarie se escono dal territorio di uno qualsiasi degli Stati membri con destinazione un altro Stato membro. Con questo sistema il venditore francese emette una fattura di vendita senza applicazione dell'IVA (come se effettuasse un'esportazione fuori dall'Unione Europea). Sia il venditore che il destinatario registreranno l'operazione negli elenchi Intrastat che devono essere depositati in dogana (con cadenza mensile, trimestrale o annuale a seconda del volume d'affari).

Questi elenchi sono incrociati da una centrale di controllo europeo per verificare che il venditore non effettui una falsa vendita fuori dalla propria nazione e che il destinatario non immetta in consumo nel suo Stato merce senza riscossione dell'IVA. L’Intrastat consente a ciascuna nazione di applicare le sue specifiche normative sull'IVA e le proprie aliquote.

CHE COSA SONO LE ACCISE?

Le accise sono delle imposte sulla fabbricazione di alcuni prodotti di largo consumo applicate da ciascun Stato membro sul proprio territorio in modo autonomo ed in base a svariati criteri. Le più comuni sono quelle applicate all’alcol e a tutti i prodotti da esso ottenuti (vino, birra, super alcolici etc.) oppure al petrolio e a tutti i suoi derivati destinati alla produzione di energia (benzina, gasolio, metano, butano, kerosene etc.) oppure al tabacco ed a tutti i suoi derivati.

Le accise si applicano sia alle materie prime/prodotti comunitari che a quelli importati da Paesi terzi; non sono dazi, ma quando riguardano merci importate sono considerate oneri doganali e vengono quindi riscosse al momento dell’operazione doganale.

Da qualche anno le accise applicate agli scambi di bevande alcoliche all’interno della UE sono regolamentati (ad esempio l’Italia si è dotata di un Testo Unico sulle Accise che recepisce la normativa comunitaria). In particolare la normativa prevede che tutti i prodotti alcolici siano scortati da un documento denominato DAA (Documento Accompagnamento Accise).

La normativa prevede che l’accisa non sia applicata alla merce che esce dal territorio dello Stato e che si emetta un documento denominato DAA (Documento Accompagnamento Accise) che scorta la merce al fine di provarne l’uscita. Quando tale documento arriva a destinazione insieme alla merce, viene preso in carico dall’ufficio preposto al controllo che ne rimanda all’ufficio di partenza una copia come prova dell’avvenuta uscita della merce dallo Stato di origine.

Quando l’accisa è già stata pagata nel Paese di partenza si emette il DAS che ha lo scopo di informare le autorità del Paese di destinazione che la merce può essere soggetta all’imposta.

Le merci soggette ad accise possono essere immagazzinate solo in appositi depositi denominati Depositi fiscali accise e solo l’intestatario di questo tipo di deposito può emettere e ricevere il DAA.

COS’È IL SEQUESTRO DELLA MERCE?

Il sequestro o confisca della merce è un provvedimento dell'autorità giudiziaria mediante il quale la merce oggetto dello stesso viene sottratta alla disponibilità del proprietario al fine di consentire ulteriori accertamenti ed evitare che la stessa venga  utilizzata in modo non lecito.

Se il motivo per cui è stato disposto un sequestro sfocia in un procedimento penale, alla conclusione di questo può essere decisa la confisca della merce, che provoca la perdita definitiva della disponibilità del bene da parte del proprietario originario. La merce confiscata diventa proprietà dello Stato del territorio dell’UE che normalmente la mette all'asta.

COSA SI INTENDE PER LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI?

Per “libera circolazione delle merci” si intende che le merci originarie o prodotte nell'UE e le merci extra comunitarie per le quali è già stato pagato il dazio possono viaggiare tra gli Stati membri dell'Unione Europea senza vincoli doganali.

CHE COSO SONO LE MERCI USURPATIVE?

Una merce viene definita usurpativa quando è stata ottenuta utilizzando componenti, denominazioni ed etichette originali fornite o approvate dal proprietario, ma viene prodotta e commercializzata senza il permesso dello stesso.

La dogana è uno degli enti incaricati di controllare e reprimere il traffico di merci usurpative e puo’ farlo di sua iniziativa o su richiesta e/o segnalazione di produttori che ritengono che le merci che stanno per essere importate possano essere state prodotte senza la loro autorizzazione. Le merci riconosciute come usurpative sono di solito sequestrate e distrutte.

CHE COS'È IL REATO DI CONTRABBANDO?

Si compie contrabbando quando si sottrae la merce al controllo della dogana, non dichiarandola alla stessa, occultandola o falsificando i documenti di trasporto e/o commerciali. Il contrabbando può essere semplice o aggravato (quest’ultimo rientra tra i reati penali) e comporta normalmente il sequestro e poi la confisca della merce contrabbandata e dei mezzi/strumenti con i quali lo si è attuato.

CHE COSA SONO LE MERCI CONTRAFFATTE?

Un prodotto viene definito contraffatto quando è stato ottenuto imitando altri prodotti che sono brevettati e/o apponendo scritte e immagini di proprietà di altri soggetti, senza averne ottenuto il permesso.

La dogana è uno degli enti incaricati di controllare e reprimere il traffico di merci contraffatte e puo’ farlo di sua iniziativa o su richiesta e/o segnalazione di produttori che ritengono che le merci che stanno per essere importate possano essere contraffatte. Le merci riconosciute come contraffatte sono di solito sequestrate e distrutte.

CHE COS'È UN DEPOSITO DOGANALE?

Un deposito doganale  è un luogo dove la merce puo’ essere introdotta, previa autorizzazione della Dogana ed in taluni casi specifici (ad esempio quando non è possibile procedere immediatamente allo sdoganamento),  rimanendo in sospensione dal pagamento dei diritti doganali. I Depositi Doganali sono di due tipi:

1) Magazzino di Temporanea Custodia: in questo tipo di deposito la merce può sostare per un massimo di 20 giorni e non è necessaria una dichiarazione doganale completa. Decorso questo tempo  si deve decidere che cosa fare (importazione, introduzione in deposito, temporanea importazione, transito, ritorno al mittente, distruzione, abbandono all'erario). La giacenza può essere eventualmente prorogata di 20 gg.

2) Deposito Doganale: qui la merce può sostare sino a due anni ed è necessaria una dichiarazione doganale senza pagamento dei diritti doganali. Al termine della giacenza si deve decidere che cosa fare della merce (importazione, introduzione in deposito, temporanea importazione, transito, ritorno al mittente, distruzione, abbandono all'erario). La giacenza può essere eventualmente prorogata di altri due anni.

CHE COS'È IL CODICE DOGANALE COMUNITARIO?

Il Codice Doganale Comunitario (CDC) regolamenta tutti gli aspetti delle operazioni doganali che si svolgono nell'Unione Europea ed elenca i principi generali su cui si fonda la legge doganale comunitaria. I particolari operativi sono invece descritti nelle Disposizioni d'Applicazione del CDC (DAC).

Prima dell'instaurazione della legge doganale comunitaria ogni Stato membro aveva una sua specifica legge doganale; attualmente alcune parti di queste legislazioni locali sono ancora in vigore e regolamentano situazioni locali che non sono in contrasto con la legge comunitaria. In Italia la legge doganale preesistente a quella comunitaria è il Testo Unico della Legge Doganale (TULD) del quale è rimasta in vigore la parte che riguarda le sanzioni.

CHE COS'È UNA “VISITA MERCI”?

La visita merci è un'ispezione materiale attraverso la quale i funzionari doganali verificano la corrispondenza della merce contenuta in una spedizione con i documenti che la accompagnano e con la dichiarazione doganale presentata in dogana. L'ispezione doganale standard viene decisa dopo la presentazione della dichiarazione doganale con il sistema automatico del Canale Verde.

Durante l'ispezione può essere deciso il sequestro della merce. Tale ispezione puo’ essere decisa, oltre che dalla Dogana, anche dall'ufficio SVAD (Servizio Vigilanza Antifrode Doganale) con la finalità specifica di controllare le spedizioni per prevenire le frodi fiscali/doganali, il contrabbando, l'ingresso di merci contraffatte e puo’ avvenire anche prima della dichiarazione doganale.

QUANDO SI PARLA DI CANALE VERDE?

Il sistema Canale Verde è il meccanismo doganale automatico doganale dell'UE per l’effettuazione dei controlli sulle dichiarazioni doganali. Funziona sulla base dell'analisi dei rischi e seleziona le spedizioni da controllare sulla base di parametri predeterminati. Può dare tre esiti: “Nessun Controllo” (NC) e quindi svincolo immediato della spedizione, “Controllo Documentale” (CD), “Visita Merce” (VM).

- NC: la merce è libera e svincolata senza controlli;

- CD: il funzionario designato al controllo documentale esamina la documentazione a corredo della dichiarazione doganale. Se c'è corrispondenza tra i dati della spedizione e la dichiarazione doganale, rilascia la merce, altrimenti approfondisce la verifica richiedendo documenti e informazioni supplementari o controllando fisicamente la merce.

- VM: quando il sistema seleziona questo intervento il funzionario designato al controllo è obbligato a controllare fisicamente la merce prima di rilasciarla e deve attestare ciò che ha personalmente riscontrato.

In casi rari e particolari i funzionari doganali possono d’iniziativa trasformare un esito da NC a CD o VM.

COS’È LA TARIFFA DOGANALE?

La Tariffa Doganale è l'elenco classificato di tutte le merci, dei beni, dei prodotti della natura e delle materie prime suddiviso in sezioni merceologiche contraddistinte da codici detti "Voci Doganali" che forniscono dettagli su:

- Descrizione merceologica;

- Elenco delle restrizioni all'importazione ed all'esportazione;

- Elenco dei tributi e delle aliquote di applicazione.

CHE COSA SI INTENDE PER ECS?

ECS (Export Control System) è il nuovo sistema di controllo automatizzato per l'esportazione dall'Unione Europea ed è stato concepito per coniugare le esigenze di controllo prettamente doganali con quelle più generali di sicurezza.

La dichiarazione doganale viene inviata telematicamente al servizio informatico centrale dell'Agenzia delle Dogane che la verifica, la accetta, la registra e la rimanda sempre telematicamente all'operatore che l'ha compilata. Contemporaneamente la stessa informazione viene inviata alla dogana di uscita dall'Unione Europea scelta dall'operatore che stampa un DAE, cioè il documento che accompagna la spedizione sino alla Dogana di uscita che ne legge il numero (MRN) attraverso il codice a barre e lo scarica.

In questo modo è provata l'uscita della merce dall'Unione Europea (visto uscire telematico): la bolletta di esportazione è convalidata ai fini IVA e quindi consente la registrazione della fattura di esportazione emessa in esenzione dell'imposta.

QUALI SONO LE VARIE PROCEDURE DI SDOGANAMENTO NELL’UE?

Esistono sostanzialmente due procedure di sdoganamento che si applicano sia all'importazione che all'esportazione:

- La Procedura di Accertamento Standard (detta anche “in linea”, con la merce presso gli spazi doganali) che si svolge secondo il seguente flusso: arrivo della merce in dogana – dichiarazione della merce – pagamento dei diritti doganali – controlli fisici (ispezioni) o documentali della dogana – rilascio della dichiarazione e della merce;

- La Procedura Domiciliata (con la merce presso spazi/magazzini privati preventivamente autorizzati dalla Dogana) che si svolge secondo il seguente flusso: arrivo della merce presso un magazzino privato – preavviso di arrivo merce alla dogana contemporaneo alla dichiarazione della merce – eventuale controllo fisico o documentale – pagamento dei diritti doganali immediato (o telematico) – rilascio della spedizione.

Con quest’ultima modalità la spedizione è nella disponibilità del dichiarante doganale con anticipo rispetto alla procedura standard e consente quindi di consegnarla con lo stesso risparmio di tempo.

QUALI SONO I VARI MODELLI DEI DOCUMENTI DOGANALI DELL’UE?

Per qualsiasi tipo di dichiarazione doganale nell'Unione Europea viene utilizzato un unico modello denominato DAU (Documento Amministrativo Unico) che viene stampato su carta chimica ed è composto da diversi fogli che sono compilati a seconda del tipo di operazione doganale da effettuare.

Per gli operatori che agiscono in Procedura Domiciliata con firma elettronica, esiste la possibilità di effettuare esportazioni in ambiente totalmente informatizzato (sistema ECS). In questo caso il documento rilasciato si chiama DAE (Documento di Accompagnamento all'Esportazione).

COS’È IL DAZIO?

Il Dazio è un tributo che viene riscosso dalla dogana all'importazione di merci provenienti da paesi extra CEE ed il pagamento dello stesso consente a questi prodotti di circolare liberamente all'interno del territorio dell'Unione Europea. Questa operazione è chiamata "Immissione in libera pratica" (stesso discorso vale per la Svizzera).

Nell'Unione Europea tutti gli Stati membri riscuotono il dazio per conto della stessa (per questo motivo il Dazio è anche chiamato "Risorsa Propria") ed è l'unica forma di tassazione imposta dall'Unione Europea alle persone fisiche e giuridiche ivi residenti per finanziare le proprie attività. L’identificazione del Dazio da applicare si trova nella tariffa doganale.

Il Dazio puo’ essere:

- "ad valorem", quando viene applicata una percentuale al valore di fattura;

- "specifico", quando viene applicata una quota per unità di misura (numero dei pezzi, kg, litri etc.).

Anche il nolo extra CEE (cioè la parte di spese di trasporto dalla partenza al confine dell'Unione Europea) costituisce base imponibile per l’applicazione del dazio.

CHE COS'È L'IVA?

IVA significa Imposta sul Valore Aggiunto. Si tratta di un'imposta che si applica alle merci, beni, prodotti della natura e materie prime immesse in consumo in un determinato Stato membro dell'Unione Europea. L'IVA viene riscossa nello Stato membro dove si intende immettere in consumo la merce e viene utilizzata dallo Stato membro per finanziare le proprie attività (stesso discorso vale per la Svizzera).

COSA SI INTENDE PER UFFICIO UNICO DELLE DOGANE?

Si tratta dell’ ufficio italiano che unisce le funzione degli Uffici Doganali con quelle degli Uffici Tecnici di Finanza (UTF) occupandosi  sia della parte doganale che di quella delle accise.

COSA SONO I DIRITTI DOGANALI?

I Diritti Doganali, detti anche oneri doganali, sono le imposte che vengono riscosse all'importazione.
I più frequenti sono Dazio e IVA.

COSA SI INTENDE PER DOGANA?

La Dogana è un ente preposto al controllo delle merci in importazione ed esportazione, abilitato alla riscossione dei diritti doganali (Dazio e IVA). E’ controllata interamente dal Governo del Paese di riferimento e applica le leggi ed i regolamenti stabiliti esclusivamente dallo stesso Governo. Nessun ente esterno può confutare, modificare tali leggi e regolamenti né interferire con la loro applicazione.

I controlli della Dogana sono finalizzati a regolamentare l'ingresso  di prodotti soggetti a restrizioni da parte del Governo di destino e la riscossione dei diritti doganali.

COS’È LO STATUS DI “ESPORTATORE AUTORIZZATO”?

In base alla normativa comunitaria, l’esportatore in possesso di tale qualifica può attestare l’origine preferenziale delle proprie merci mediante la “dichiarazione su fattura”, senza limite di valore. La concessione dello “status” è condizionata alla presentazione di una domanda scritta indirizza alla Direzione Regionale competente per territorio, con riferimento al luogo dove il richiedente ha la propria sede amministrativa.

Nella domanda l’operatore dovrà dichiarare: di effettuare esportazioni a carattere regolare verso i Paesi con i quali sono in essere gli accordi preferenziali; indicare la frequenza e la quantità delle esportazioni effettuate nell’ultimo anno e presso quali dogane (non è rilevante il loro numero, ma la cadenza regolare); di essere in grado di provare, in qualsiasi momento, il carattere originario delle merci (nel caso si tratti di produttori, mediante la contabilità delle materie prime dell’azienda; nel caso di tratti di commercianti, mediante le prove di acquisto dei prodotti da commercializzare che ne attestino l’origine comunitaria); di fornire garanzie sufficienti sul carattere originario delle merci, nonché di sottoporsi ad ogni conseguente obbligazione.

Al momento del rilascio dell’autorizzazione l’esportatore deve inoltre impegnarsi :

-a rilasciare dichiarazioni su fattura solo per le merci per le quali possiede le prove e gli elementi contabili al momento dell’operazione;

-a conservare qualsiasi documento giustificativo dell’origine per un periodo di almeno tre anni;

-a presentare, in ogni momento, alla dogana, ogni elemento di prova ed accettare di essere controllato in qualsiasi momento.

CHE COS'È L'ATR?

L’ATR è un certificato previsto dall'accordo Unione Europea - Turchia e viene emesso per attestare che la merce descritta nel modulo è in libera circolazione cosi’ da consentire l'esenzione del pagamento del dazio. L'esenzione vale per le spedizioni dall'Unione Europea verso la Turchia e nel senso inverso.

CHE COS’È UN FORM A?

Il FORM A è un certificato di origine che viene usato negli scambi tra l’Unione Europea ed i Paesi in via di Sviluppo (PVS) che sono inseriti in appositi elenchi.

Con il FORM A il Paese in via di sviluppo attesta che la merce è di sua origine e produzione cosi’ da esentare totalmente o parzialmente il pagamento del dazio sulla merce quando viene importata nell’Unione Europea. Il FORM A viene utilizzato solo per le importazioni verso l’Unione Europea, non vale per le esportazioni dall’Unione Europea verso i Paesi in Via di Sviluppo.

Questa modalità di scambi è chiamata Sistema delle Preferenze Generalizzate (SPG) o, nella più diffusa versione inglese, Generalized Preferences System (GPS o GPS form è un sinonimo di Form A, particolarmente usato dai Paesi Asiatici).

CHE COS’È IL CERTIFICATO EUR 2?

Il formulario EUR 2 è emesso direttamente dall’esportatore senza necessità di visto doganale ed ha lo scopo di documentare il carattere originario delle merci. Attualmente, è utilizzato, nel limite degli importi previsti, per le sole merci oggetto di spedizioni postali dirette a Cipro, Malta, Egitto e Siria.

COS’È UNA “DICHIARAZIONE DEL FORNITORE”?

Il certificato di circolazione EUR 1 è accompagnato dalla domanda del rilascio che l’operatore sottoscrive indicando i motivi per cui ritiene che le merci dichiarate siano di origine preferenziale. La ditta che sottoscrive la dichiarazione si impegna, sotto tutti i punti di vista, compreso quello penale, a dimostrare l’esistenza dei requisiti necessari per l’ottenimento dell’origine preferenziale.

In alcuni casi, per avere la certezza dell’origine, l’esportatore ha bisogno di informazioni circa la posizione preferenziale o parzialmente preferenziale delle materie prime acquistate nella Comunità. Al fornitore comunitario dei beni, materia prima o prodotti fini da commercializzare, l’esportatore può chiedere il rilascio di una “dichiarazione del fornitore” o “dichiarazione a lungo termine”, secondo il prospetto e le modalità previste dal Reg. (CE) 1207/2000.

La dichiarazione a lungo termine è valida un anno (può essere rilasciata anche per periodi inferiori), può riguardare tutti o solo parte dei beni prodotti e può essere rilasciata a beneficio di tutti o parte dei paesi con i quali sono in vigore gli accordi.

DICHIARAZIONE IN FATTURA

La maggioranza degli accordi prevede che il certificato EUR 1 possa essere sostituito con una dichiarazione sulla fattura, nelle seguenti casistiche: per le spedizioni di ammontare inferiore a 6.000 EURO, oppure senza limiti di valore per gli esportatori appositamente autorizzati dalla Direzione Regionale dell’Agenzia delle Dogane competente per territorio (Circolare n. 227/D del 7.12.2000 Agenzia Dogane).

La “dichiarazione su fattura” deve essere compilata dall’esportatore, scritta a macchina o stampata sulla fattura, e deve recare la firma manoscritta in originale dell’esportatore stesso. Il testo di tale dichiarazione, previsto in ogni accordo, è il seguente:

“L’esportatore delle merci contemplate nel presente documento (autorizzazione doganale nr…………(1)) dichiara che, salvo indicazione contraria, le merci sono di origine preferenziale……………………” (2)

Luogo e data…………………..

Firma dell’esportatore (cognome e nome in modo leggibile e firma autografa) ………………………………

(1) Nel caso il dichiarante non sia un esportatore autorizzato e pertanto non sia in possesso del numero dell’autorizzazione, le parole tra parentesi devono essere omesse.

(2) Indicare obbligatoriamente l’origine dei prodotti.

CHE COS'È IL CERTIFICATO EUR 1?

L'EUR 1 è un certificato che viene emesso all'esportazione per attestare che la merce descritta nel modulo è di origine e produzione comunitaria (si parla di “origine preferenziale”) e viene rilasciato dalla Dogana su domanda scritta compilata dall’esportatore. La richiesta del rilascio dell’EUR 1 presuppone che le merci dichiarate abbiano tutti i requisiti per essere considerate di origine preferenziale (a tale proposito occorre sempre fare riferimento ai protocolli di origine degli accordi stipulati con i diversi Paesi o gruppi di Paesi).

La domanda per ottenere il certificato che l’esportatore presenta alla Dogana assieme alla merce è considerata sufficiente perché l’EUR 1 venga rilasciato. L’ufficio doganale può richiedere documentazione giustificativa dell’origine o procedere a controlli presso l’azienda anche successivamente, a volte sulla base di una specifica richiesta di una Dogana estera.

Viene utilizzato negli scambi tra l'Unione Europea e gli stati che hanno stretto accordi commerciali con la stessa (es: Svizzera, Egitto, Israele, Tunisia, etc…) e consente l'esenzione del pagamento del dazio per le esportazioni/importazioni tra l'Unione Europea e quegli stati e nel senso inverso.

CHE COS’È IL T2L?

Si tratta di un documento che attesta la libera circolazione delle merci nell'Unione Europea e viene utilizzato quando si devono raggiungere territori di paesi membri della UE che non fanno parte del Territorio continentale dell'Unione Europea. Questi territori sono le Isole Canarie (Spagna), le Isole Azzorre (Portogallo), i territori d'oltremare dei Carabi e del Pacifico della Francia e della Gran Bretagna.

CHE COS'È IL T2?

Il T2 (NCTS) è un documento informatico emesso da una dogana (Ufficio di partenza) e destinato ad un'altra dogana (Ufficio di destinazione). Al T2 viene assegnato un numero denominato MRN unico in tutta l'Unione Europea e riconoscibile su tutto il suo territorio (la dicitura T1 compare nel riquadro 1 del modello DAU). Il T2 viene utilizzato quando si deve effettuare una spedizione comunitaria da un punto all'altro dell'Unione Europea, attraversando però un territorio esterno al territorio doganale dell'Unione Europea (es:  spedizione dall'Italia alla Germania transitando attraverso la Svizzera).

Il T2 viene utilizzato negli scambi di spedizioni comunitarie tra l'Unione Europea e la Repubblica di San Marino perché questo Stato non fa parte del territorio doganale dell'Unione Europea, anche se è considerato uno membro della stessa. Non sono invece necessari documenti doganali negli scambi diretti tra l'Italia e San Marino.

CHE COS'È IL T1?

Il T1 (NCTS) è un documento informatico emesso da una dogana (Ufficio di partenza) e destinato ad un'altra dogana (Ufficio di destinazione). Al T1 viene assegnato un numero denominato MRN (Movement Reference Number), unico in tutta l'Unione Europea e riconoscibile su tutto il suo territorio (la dicitura T1 compare nel riquadro 1 del modello DAU). Il T1 viene utilizzato quando si deve spedire merce non comunitaria da un punto all'altro dell'Unione Europea, senza riscossione dei diritti doganali.

L’acronimo “NCTS” - New Community Transit System – identifica appunto il “Nuovo Sistema di Transito Comunitario” come sopra descritto.

CHE COS'È UN TRANSITO?

Il Transito è un operazione doganale garantita dal precedente deposito di una apposita fidejussione che copre i diritti doganali. Quando una spedizione sotto controllo doganale deve essere spostata da un punto all'altro nell'Unione Europea, questa viene scortata da un documento T1 (Transito Comunitario Esterno) o T2 (Transito Comunitario Interno). Con l’arrivo della merce alla dogana di destinazione, viene scaricato il documento ed il Transito è concluso; se questo non accade la dogana incassa i diritti doganali precedentemente garantiti.

COS’E’ L’IDI?

A partire da gennaio 2011 è entrato in vigore l’IDI: numero di identificazione delle imprese. Si tratta di un codice identificativo costituito da nove cifre e generato casualmente (non contiene alcuna informazione significativa ogni impresa) attribuito ad ogni impresa che opera in Svizzera.

L’obiettivo è di ridurre la miriade di identificatori distinti utilizzati dall’amministrazione (p. es. il numero del registro di commercio o il numero IVA) per far spazio a un identificatore unico. In questo modo gli scambi di informazioni tra le amministrazioni, tra le imprese e l’amministrazione nonché tra le imprese stesse risulteranno facilitati. L’aggiornamento dei dati avverrà in un unico registro di riferimento e quindi l’onere amministrativo legato all’aggiornamento dei dati sarà notevolmente ridotto.
Inoltre per facilitare lo scambio di dati con l’UE, l’IDI è compatibile con il formato EORI.

Il registro IDI è disponibile su: https://www.uid.admin.ch/Search.aspx

Maggiori approfondimenti su: http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/it/index/themen/00/05/blank/03.html

COME SI REDIGE UNA DICHIARAZIONE DOGANALE DI ESPORTAZIONE?

Le imprese (PMI) esportatrici svizzere hanno l'obbligo si redigere una dichiarazione doganale d'esportazione obbligatoria (DDE) per ogni merce spedita oltre frontiera. Per far questo, esistono quattro opzioni:

- Modulo 11.030. Si tratta di una DDE redatta a mano. Prossimamente verrà soppressa e sostituita dall'applicazione online e-dec web.

- L'applicazione online e-dec web. Funzionante dal 1 gennaio 2012, sostituirà definitivamente il formulario cartaceo 11.030 a partire dal 1 gennaio 2013.

- e-dec esportazione, un'applicazione on line che permette di trasmettere la propria DDE all'Amministrazione federale delle dogane (AFD) per via elettronica. Il suo vantaggio principale rispetto al modulo 11.030 è di accelerare le procedure doganali. e-dec esportazione concerne soltanto le esportazioni definitive. Gli esportatori che desiderano utilizzarla devono registrarsi presso l'AFD.

- NCTS Export. Il nuovo sistema di transito computerizzato (NCTS) è destinato alle merci in regime di transito ed ha come obbiettivo la semplificazione degli scambi con gli uffici doganali.

La merce, di principio, deve anche essere accompagnata da una fattura e/o da un bollettino di consegna.

COME FARE PER AVERE UN PROPRIO CONTO DOGANALE?


A chi è destinata la procedura accentrata di conteggio?

Essa è raccomandata a tutti gli importatori e spedizionieri che, regolarmente, devono pagare tributi su merci commerciabili.

 

Vantaggi della procedura accentrata di conteggio per il titolare del conto

  • Sdoganamento senza pagamento in contanti dei tributi 
  • Riduzione del tempo d'attesa presso gli uffici doganali. Gli invii sono liberati per l'asportazione nel momento in cui la rispettiva proposta di sdoganamento è accettata e dopo un'eventuale visita delle merci 
  • Termine di pagamento per l'IVA: 60 giorni

 

 

Modalità d'adesione

Dovete solo scaricare e riempire la dichiarazione d'adesione da questo link e inviarla alla sezione Finanze e contabilità della Direzione generale delle dogane (DGD). Se optate per l'autoizzazione all'addebito (LSV), compilate la parte centrale dell'autorizzazione d'addebitamento e spedite quest'ultima alla vostra banca. La banca ne compila la parte inferiore e trasmette la cedola alla DGD, sezione Finanze e contabilità.


Dovete inoltre prestare una garanzia in una delle tre forme seguenti:

  • Fideiussione generale rilasciata sull'allegato modulo ufficiale (22.10) da istituti bancari con sede in Svizzera, posti sotto la sorveglianza dell' Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari FINMA, risp. da assicurazioni con sede in Svizzera che figurano nell'elenco delle compagnie private d'assicurazione sotto sorveglianza. Questa fideiussione va spedita direttamente dall'istituto garante alla Direzione generale delle dogane, sezione Finanze e contabilità.
  • Per l'accettazione della garanzia l'amministrazione delle dogane riscuote una tassa. 
  • Deposito di titoli svizzeri (= buoni prestiti obbligazionari o obbligazioni di cassa, al portatore) collocato in favore dell'amministrazione delle dogane sotto deposito cauzionale bloccato e soggetto a tassa, presso una sede o una succursale della Banca Nazionale Svizzera. Se scegliete tale genere di garanzia dovete dapprima mettervi in contatto con la sezione Finanze e contabilità della DGD, la quale deciderà circa l'accettazione dei titoli.
  • Deposito in contanti (che non frutta interessi): versamento sul conto postale della Direzione generale delle dogane, n. 30-704-6 oppure  conto 1530.00236, IBAN CH81 0011 0001 5305 0023 6, BIC SNBZCHZZ30A presso la Banca Nazionale Svizzera o mediante assegno bancario alla Direzione generale delle dogane, sezione Finanze e contabilità.


Il vostro conto verrà aperto soltanto quando la sezione Finanze e contabilità della DGD avrà ricevuto la dichiarazione d'adesione, la garanzia e, dato il caso, l'autorizzazione d'addebito LSV.

 

Come va calcolato l'importo di garanzia?

L'ammontare della garanzia viene calcolato nel modo seguente:


Tributi doganali

50% media dei tributi di due settimane


Imposta sul valore aggiunto (IVA)

  • sempre che siate soggetti all'obbligo di pagare l'IVA nei confronti dell'Amministrazione federale delle contribuzioni (art. 21 ffsegg. LIVA). L'importo della garanzia dev'essere generalmente fissato - a condizione che siano adempite le condizioni delle presenti istruzioni - al 20% dei tributi IVA accumulati durante 60 giorni; 
  • sempre che giusta l'art. 78 cpv.2 LIVA non siate soggetti all'obbligo di pagare l'IVA, la garanzia ascende al 100% dei tributi IVA accumulati in 60 giorni.


Se, oltre agli sdoganamenti definitivi, sono previsti anche sdoganamenti intermedi con importo garantito (carte di passo, bollette di cauzione, sdoganamenti provvisori), bisogna riservare una parte della garanzia per la copertura degli importi garantiti. Nella dichiarazione d'adesione va indicato il rispettivo importo.Il totale dei tre elementi succitati costituisce l'ammontare della garanzia da prestare e deve essere arrotondato ai prossimi 1'000.- franchi superiori. L'importo minimo della garanzia ammonta a 1'000.- franchi.

 

Da quale momento può essere utilizzato il conto?

La sezione Finanze e contabilità della DGD vi attribuirà un numero di conto non appena sarà in possesso della dichiarazione d'adesione, come pure - a seconda del modo di pagamento scelto - dell'autorizzazione d'addebito e sarà stata prestata la garanzia. Questo numero verrà notificato per iscritto a voi, all'ufficio di pagamento e agli uffici doganali. Gli sdoganamenti possono essere effettuati sul nuovo conto a decorrere dalla data del recapito di detta comunicazione.

 

Dove bisogna indicare il numero del conto?

Nell'interesse di un buon funzionamento della procedura è importante che indichiate il numero di conto attribuitovi nelle dichiarazioni doganali, nei documenti concernenti il traffico dei pagamenti e nella corrispondenza con l'amministrazione delle dogane. Dovreste inoltre informare in tal senso la vostra casa di spedizioni.

 

Presso quali uffici doganali potete effettuare degli sdoganamenti?

Potete eseguire degli sdoganamenti presso tutti gli uffici doganali svizzeri, limitatamente alle loro competenze in materia di sdoganamento.

Eccezione: gli uffici di dogana-posta non possono effettuare degli sdoganamenti d'ufficio con conti PCD.

 

Chi può disporre del vostro conto?

Il titolare del conto può autorizzare terze persone (p.es. case di spedizione o fornitori esteri) a effettuare degli sdoganamenti tramite il suo conto. L'autorizzazione dev'essere emessa in forma scritta. Bisogna inoltre precisare se si tratta di un'autorizzazione singola o di un incarico permanente valido sino a revoca. Gli uffici doganali controllano saltuariamente che l'autorizzazione sia stata effettivamente concessa.

E' nel vostro interesse che l'uso illecito del numero del conto venga comunicato immediatamente alla sezione Finanze e contabilità della DGD.

 

Quali contabilizzazioni non possono essere effettuate tramite questo conto?

Soltanto gli invii postali sdoganati d'ufficio non possono essere contabilizzati tramite questo conto.

 

Cosa succede se le condizioni della dichiarazione d'adesione non sono osservate?

In caso d'inosservanza del termine di pagamento o di sorpasso dell'importo di garanzia, il titolare del conto è diffidato ad ottemperare ai suoi obblighi. In caso di recidività, il conto può essere bloccato provvisoriamente o per un periodo indeterminato. Per i pagamenti morosi viene riscosso un interesse di mora. Inoltre, non può più essere accordato il termine di pagamento per l'IVA. Come estremo provvedimento è decisa la soppressione del conto.

 

Come bisogna procedere in caso di divergenze e irregolarità?

In casso di differenze, irregolarità, mancanza di documenti, ecc. vi preghiamo di attenervi esclusivamente alle direttive seguenti. Evitate cosi inconvenienti tanto a voi quanto ai nostri servizi.

Per motivi tecnici le distinte dei tributi e i certificati (dogana / IVA) mancanti possono essere richiesti solo presso il centro di trattamento. Il nome del centro di trattamento competente è desumibile dalle nostre fatture. Errori sulla distinta dei tributi e sui certificati possono essere corretti solo dall'ufficio doganale emittente. Se non avete effettuato personalmente la sdoganamento, spedite a tal fine i documenti originali al vostro dichiarante / spedizioniere. Quest'ultimo ne chiede la rettifica presso l'ufficio doganale interessato. Anche trattandosi di domande concernenti il genere e le basi di calcolo dovete prima rivolgervi al dichiarante / spedizioniere. Se mancano le fatture della Direzione generale delle dogane (DGD) o se vengono accertate differenze e irregolarità nel traffico dei pagamenti, favorite contattare la sezione Finanze e contabilità (FICO) della DGD. I numeri di telefono e di telefax figurano sulle fatture. Vi rendiamo inoltre attenti al fatto che per il dazio e I'IVA sono stese due fatture separate.
Gli storni su altri conti, p.es se viene utilizzato un numero di conto sbagliato, possono essere effettuati solo dall'ufficio doganale emittente (centro di trattamento) verso presentazione dei documenti originali (distinta dei tributi, certificati). Se non avete effettuato personalmente lo sdoganamento, spedite a tal fine i documenti originali al vostro dichiarante / spedizioniere.Quest'ultimo chiede la rettifica presso l'ufficio doganale.
Eventuali saldi a vostro favore risultanti presso gli uffici doganali sono accreditati sul vostro conto e compensati con successivi addebitamenti dello stesso genere. Ciò significa che gli averi doganali sono compensati soltanto con crediti doganali e gli averi IVA soltanto con crediti IVA. Perciò vi preghiamo di non dedurre mai di vostra iniziativa degli averi da fatture da saldare.Indipendentemente da tale ordinamento, gli averi di una certa importanza possono essere da voi rivendicati presso la sezione FICO della DGD.
Se constatate che il conto PCD è utilizzato abusivamente da terzi non abilitati per effettuare sdoganamenti, comunicatelo senza indugio alla sezione FICO della DGD.
Su vostra richiesta, le annotazioni concernenti i fornitori e le fatture o referenze possono essere riportate dai dichiaranti e dagli spedizionieri sui documenti doganali. Ulteriori informazioni devono pertanto essere richieste direttamente ai dichiaranti e agli spedizionieri da voi incaricati.L'amministrazione delle dogane non è in grado di fornire spiegazioni in merito. Vi raccomandiamo di ragguagliare in tal senso gli interessati.

COME DEVO COMPILARE L'ORDINE DI TRASPORTO?

Ordine di trasporto

 

Dati necessari
Per il conferimento dell'ordine e per il trasporto sono necessari i seguenti dati:

  • indirizzo completo per il ritiro e la consegna
  • pagatore del trasporto (per le "spedizioni con porto assegnato", in caso di inadempienza il committente è soggetto ad obbligo di pagamento)
  • quantità e tipo dei colli
  • peso lordo e dimensioni di ogni collo
  • disposizioni particolari: ADR / SDR, invii per contrassegno, avvisi, limitazioni dal punto di vista delle scadenze, limitazioni di accesso, per merce il cui valore supera i CHF 15.-/kg oppure un peso per collo pari a 24'000 kg e/o un valore di CHF 360'000 per veicolo.

 

Bolla di consegna/Lettera di vettura
Per il disbrigo del trasporto è necessaria una bolla di consegna rispettivamente una lettera di vettura in duplice copia contenente tutti i dati elencati nell'ordine di trasporto.

Diciture sui colli
Il mittente è responsabile delle diciture da applicare sui colli. I dati minimi per ogni collo sono l'indirizzo del destinatario e del mittente. Le merci pericolose devono essere contrassegnate in conformità alle normative ADR / SDR e devono essere accompagnate dai documenti necessari.

COSA SIGNIFICA COV?

Tassa d'incentivazione sui composti organici volatili (COV)

 

I composti organici volatili (COV) sono utilizzati come solventi in molti settori e sono contenuti in diversi prodotti, come nelle pitture, nelle vernici e in alcuni detergenti. Emesse nell'aria, queste sostanze contribuiscono, insieme all'ossido d'azoto, alla formazione di elevate concentrazioni di ozono troposferico (smog estivo). La tassa sui COV viene riscossa dal 1° gennaio 2000 e, in quanto strumento economico per la protezione dell'ambiente, fornisce un incentivo finanziario per la riduzione delle emissioni di COV.

CHE COSA SIGNIFICA TARES?

 

Tutte le merci commerciabili nonché quelle private non trasportate nel bagaglio personale o nel veicolo a motore privato devono essere dichiarate secondo la tariffa doganale all’atto dell’importazione e dell’esportazione.

Come la maggior parte delle tariffe doganali del mondo, quella svizzera si fonda sul Sistema armonizzato (SA) vigente a livello internazionale. Le prime sei delle otto cifre delle voci di tariffa svizzere corrispondono a quelle del SA. 

L’Amministrazione federale delle dogane mette gratuitamente a disposizione la tariffa doganale (Tares) in Internet (www.tares.ch). Dopo aver selezionato la data, il paese di provenienza o di destinazione, la direzione di traffico (importazione / esportazione), la voce di tariffa di 8 cifre ed un eventuale numero convenzionale nonché cliccato sul simbolo con la lente appaiono le possibili aliquote di dazio (normali o concesse a precise condizioni per determinati impieghi oppure verso presentazione di certificati d'origine validi), i tributi suppletivi (tasse, imposte), gli assoggettamenti a permessi e altre osservazioni. Da tale applicazione è inoltre possibile accedere a diversi link, quali ad esempio il D. 4 (Decisioni relative alla classificazione di merci), il D. 6 (Note esplicative della tariffa doganale, che spiegano in modo dettagliato quali merci rientrano in determinate voci di tariffa) e le osservazioni (generali, indicazioni relative agli accordi di libero scambio, ai contingenti doganali, alla statistica del commercio, alle agevolazioni doganali, alle imposte, ai permessi d’importazione e d'esportazione nonché prescrizioni particolari). Sotto “Help” si trovano un manuale online, le risposte alle domande più frequenti e gli indirizzi della hotline.

Una formazione elettronica nonché la possibilità di stampare un elenco di voci tariffali come documento pdf completano l’offerta in Internet.

NUMERO DI TELEFONO DEGLI UFFICI DOGANALI IN SVIZZERA

Numero di telefono degli uffici doganali svizzeri
Ultimo aggiornamento: 14.06.2010 | Grandezza: 46 kb | xls  | Data di pubblicazione: 26.06.2009

QUANTO MI COSTA L'ARCHIVIAZIONE ELETTRONICA OBBLIGATORIA DEI DATI DOGANALI?

 

L'Archiviazione dei documenti fiscali di esportazione (EDEC EXPORT ex PSE) ed importazione (EDEC IMPORT) è GRATUITA per i tutti i clienti della SA LUCIANO FRANZOSINI.

Dal 01.04.2010 la vecchia procedura semplificata non è piu' in essere ed è stata sostituita dal progetto EDEC EXPORT.
La nuova procedura è già obbligatoria per tutti gli spedizionieri autorizzati (SA) dalla succitata data, ma lo sarà per tutti gi altri dal 2011.
Con la nuova procedura state già ricevendo con la posta elettronica un set di files che comprovano l'avvenuta dichiarazione. Di tali documenti uno in particolare, nella fattispecie la Decisione d'imposizione elettronica (DIe), deve essere archiviata con la possibilità di consultazione per un periodo di 10 anni. Tale documento, in formato XML, serve come ricevuta doganale, cosi' come documento per l'esportazione definitiva della merce.

Per l'amministrazione fiscale federale, questo documento vale come giustificativo per l'esonero dell'IVA sulle merci esportate. Inoltre Franzosini sta già predisponendo l'archiviazione delle decisioni di imposizione elettronica anche all'importazione. Ricordiamo infatti che nel 2011 l'Amministrazione Federale delle Dogana definirà la data effettiva per l'obbligatorietà per l'importazione.

Franzosini puo' mettere a disposizione il suo centro di calcolo per archiviare le DIe e per poterle consultare tramite un modulo di ricerca Web, utilizzando diversi criteri di selezione (per numero di dichiarazione, per numero di pratica, etc).

Insieme alla DIe verranno archiviati anche:

- DIe in formato PDF, stampabile per archiviazione cartacea (senza alcun valore legale fiscale)

- Rapporto di avvenuta trasmissione della dichiarazione di esportazione (formato XML non stampabile)

- Lista di esportazione in formato PDF per archiviazione cartacea

Come già evidenziato, per ogni dichiarazione saranno quindi archiviati 4 documenti, visualizzabili, stampabili ed archiviabili sul proprio sistema, in ogni momento.

Ogni accesso al nostro centro di calcolo avverrà mediante protocolli di massima sicurezza.

Nonostante tale nuovo servizio necessiti di una specifica attività di programmazione software e di specifiche
policy di sicurezza, Franzosini vi offrirà l'archiviazione e l'interfaccia di ricerca GRATUITAMENTE esonerandovi da qualsiasi investimento per l'implementazione di un sistema di archiviazione.

Questo servizio verrà successivamente esteso per archiviare anche altre tipologie di documentazione elettronica:

- Fatture

- Estratti conto

- Contratti (trasporto, assicurazione...)

Sarà inoltre possibile, su vostra richiesta, archiviare elettronicamente anche i documenti doganali espletati da altri spedizionieri ai quali voi vi affidate.

Per tutto quanto sopraccitato vogliate eventualmente prendere contatti con il nostro responsabile dei Sistemi Informativi, Sig. Civita.

Rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento sia necessario.

QUALI SONO GLI ELEMENTI NECESSARI DA INSERIRE IN FATTURA?

Elementi necessari da inserire in fattura

 

COLLI e PESO della merce;

RESA della merce;

TARGA del mezzo di trasporto che si utilizza per effettuare lo sdoganamento;

PESO LORDO / PESO NETTO;

DICHIARAZIONE di ORIGINE DELLA MERCE (ovvero dove viene prodotta).

Se la merce risponde alle caratteristiche di preferenzialità CEE è indispensabile scrivere e firmare in calce in fattura la seguente dichiarazione:

"L'ESPORTATORE DELLE MERCI CONTEMPLATE NEL PRESENTE DOCUMENTO DICHIARA CHE, SALVO INDICAZIONE CONTRARIA LE MERCI SONO DI ORIGINE PREFERENZIALE C.E."

NOME e COGNOME di chi firma;

LUOGO e DATA;

FIRMA leggibile.

VALORE e VALUTA della fattura;

 

Le fatture di esportazione di beni vanno emesse scrivendo nel corpo della fattura la seguente dicitura:

"ESENTE IVA ART. 8 D.P.R. 633 DEL 26.10.72 E SUCCESSIVE MODIFICHE".

QUALI SONO LE DICHIARAZIONI CHE IL FORNITORE ITALIANO È TENUTO A RILASCIARE?

Un altro aspetto cruciale riguarda le dichiarazioni che l'esportatore è tenuto a rilasciare relativamente alle merci oggetto dello sdoganamento.

In prima istanza sarebbe sempre opportuno verificare con il proprio Operatore Doganale la correttezza della Voce Doganale riferita alle merci indicate in fattura per farsi confermare eventuali specifiche al riguardo.

Una volta accertata la nomenclatura di riferimento, l'esportatore dovrà rilasciare le dichiarazioni richieste per il tipo di merce specifica indicando nel corpo della fattura (o con specifica dichiarazione firmata ed allegata) le diciture richieste come qui sotto elencate:

SI DICHIARA CHE LE MERCI DI CUI ALLA NS. FATT. N. .................... DEL ................... NON SONO :

 

Prodotti a duplice uso Reg. CEE 1334/2000 (cod. Y901);

Beni culturali Reg. CEE 3911/92, 2469/96, 974/2001, 806/2003 (cod. Y903);

Prodotti che rientrano nella Convenzione di Washington - Reg. CEE 338/1997 (cod.Y900);

Prodotti destinati ala tortura o repressione o per altri trattamenti o pene crudeli, inumane o degradanti Reg. CEE 1236/2005 (cod. Y906);

Prodotti compresi nell'allegato I del Reg. CEE n. 689/2008 (cod. Y916); 

Prodotti compresi nell'allegato IV del Reg. CEE n. 689/2008 (cod. Y917);

Prodotti che verranno esposti in un museo (cod. Y904);

Prodotti che corrispondono a quelli descritti nelle note MG esportazione di prodotti e tecnologie militari (cod. Y911).

Prodotti non rientranti nell'elenco dei beni come da Regolamento (CEE) n. 1523/2007, pertanto non contengono pelliccia di cane o gatto (Y922).

L'APPURAMENTO DELLA BOLLA ITALIANA È VINCOLANTE?

In questo breve paragrafo si vuole solo richiamare l'attenzione sull'attuale prassi doganale in merito all'apposizione del "Visto uscire telematico": attualmente le Dogane, nel momento in cui la merce in esportazione varca i confini di uno stato appartenente alla CEE, appongono un visto uscire informatizzato che ha sostituito il vecchio timbro in uso fino a pochi anni fa.

La normativa prevede che tale "visto uscire" debba essere apposto entro le 48 ore dall'effettiva uscita delle merci dal confine. In caso di mancata apposizione l'operazione di esportazione viene annullata decorsi 90 giorni dall'emissione.

Questo è il motivo per cui l'operatore doganale scrupoloso verifica che tutte le varie esportazioni siano state registrate regolarmente registrate dalla Dogana controllando l'appuramento dell'MRN di ciascuna operazione. Solo quando tale controllo ha confermato il buon esito dell'esportazione con la registrazione del visto uscire informatizzato verranno rispediti i documenti alle ditte esportatrici.

E' doveroso segnalare che questa nostra metodologia non è obbligatoriamente richiesta dalla Dogana; in effetti taluni operatori rispediscono le bolle doganali il giorno successivo all'operazione doganale senza verificare l'appuramento dell'MRN e lasciando che tale controllo venga effettuato dalla ditta esportatrice direttamente dal sito web dell' Agenzia delle Dogane.

La nostra azienda, pur consapevole di effettuare una rimessa documenti ai clienti con una tempistica leggermente più lunga, preferisce evitare che l'importanza di tale controllo sia omessa o in qualche modo sottovalutata, e pertanto si occupa direttamente di questa incombenza intervenendo giornalmente su eventuali omissioni e dando a i nostri clienti solo la documentazione già completa in ogni sua parte.

QUALI SONO LE CONDIZIONI PER L'EMISSIONE DELL'EUR1?

In prima istanza si sottolinea che la normativa doganale ammette validità alla dichiarazione di origine apposta in fattura (se trattasi di merce prodotta nella Comunità Europea con carattere di PREFERENZIALITA') sino ad un valore delle merci di Euro 6000,00 (CHF 10000,00), ammesso che tale dichiarazione sia scritta tassativamente come qui riportato e firmata in calce alla dichiarazione stessa:

L'ESPORTATORE DELLE MERCI CONTEMPLATE NEL PRESENTE DOCUMENTO DICHIARA CHE, SALVO INDICAZIONE CONTRARIA, LE MERCI SONO DI ORIGINE PREFERENZIALE C.E.

Nome e Cognome

Luogo e data

Firma

(Nome e Cognome)in stampatello

Nel caso in cui la dichiarazione sia incompleta, non corretta per meri errori di digitazione o manchi della firma in originale si potrà procedere all'emissione del Certificato EUR 1, salvo poi ricevere i documenti corretti anticipandoli via fax.

Nel caso in cui la fattura riporti una semplice dichiarazione di "MADE IN ------" (Paese CEE), sarà opportuno verificare se la merce in oggetto ha il carattere di "preferenzialità" dell'origine. In assenza di questa specifica caratteristica l'operatore doganale non potrà emettere il Certificato EUR 1.

E' NECESSARIO IL MANDATO PER L'EMISSIONE DELL'EUR1?

Per quanto attiene l'emissione del Certificato di Circolazione delle merci "EUR 1", qualora le condizioni lo prevedano (si veda in proposito il paragrafo successivo), è necessario che l'operatore doganale sia munito di apposito mandato della ditta esportatrice ad emettere e firmare a nome proprio ma per conto dell'operatore economico obbligato tale documento per essere esibito, quando richiesto dagli Uffici doganali, come prova del più ampio potere di rappresentanza. (art. 5 C.D.C.; art. 2 D.D. 27/10/2000, prot. 8703)

Anche questo mandato deve essere presentato e sottoscritto su carta intestata ed allegato in originale alla documentazione per lo sdoganamento (o anticipato via fax all'operatore doganale) ed ha validità fino a revoca scritta. (fac simile 2)

In alternativa presso talune Dogane è accettato il conferimento del mandato all'emissione del Certificato EUR 1 direttamente nel corpo della fattura valida per lo sdoganamento, delegando quindi l'operatore doganale di volta in volta.

E' altresì ammesso emettere un unico mandato su carta intestata e debitamente firmato per l'operatore doganale comprendente sia la Rappresentanza Indiretta che il rilascio del Certificato EUR 1.

COS'È IL MANDATO PER RAPPRESENTANZA INDIRETTA?

Per quanto attiene la "Rappresentanza Indiretta" è necessario che l'operatore doganale sia munito di apposito mandato della ditta esportatrice ad effettuare le pratiche doganali a nome proprio ma per conto dell'operatore economico obbligato.

Tale mandato deve essere esibito, quando richiesto dagli Uffici doganali, come prova del potere di rappresentanza. (art. 5 C.D.C.; art. 2 D.D. 27/10/2000, prot. 8703)

Il mandato per la Rappresentanza Indiretta deve essere presentato su carta intestata ed allegato in originale alla documentazione per lo sdoganamento (o anticipato via fax all'operatore doganale); tale mandato ha validità fino a revoca scritta. (fac simile 1)

 

RAPPRESENTANZA IN DOGANA ITALIANA, PER QUALE MOTIVO?

E' disciplinata dagli artt. 40 ss. del TULD n. 43/1973 e dalle successive norme del Codice doganale comunitario artt. 5 ss. Reg. Cee 2913 del 1992.

Gli atti e/o le operazioni in Dogana possono essere compiute personalmente e a mezzo di un rappresentante diretto o indiretto. E' doveroso precisare che la rappresentanza indiretta integra un mandato senza rappresentante e, così, per il codice civile tale è la figura di chi agisce in nome proprio e per conto altrui (art. 1705 c.c. il mandatario che agisce in proprio nome acquista i diritti e assume gli obblighi decisionali degli atti compiuti con i terzi anche se questi hanno avuto conoscenza del mandato).

Le nozioni di rappresentanza diretta e indiretta sono state bene individuate dal codice doganale comunitario.

Per il Codice doganale comunitario (art. 5) il rappresentante deve sempre dichiarare di agire per la persona rappresentata, e, così, precisare se si tratta di una rappresentanza diretta o indiretta e deve disporre del potere di rappresentanza. Tale precetto è rilevante in relazione alla nascita dell'obbligazione doganale perché per l'art. 201 del codice doganale comunitario nel caso di rappresentanza indiretta, è parimenti debitore dell'obbligazione doganale il mandante ovvero la persona per conto della quale è presentata la dichiarazione in dogana.

In ogni caso, chi agisce come rappresentante deve disporre del potere di rappresentanza e dunque, in senso prettamente giuridico, deve disporre di un contratto di mandato relativo agli atti e/o alle operazioni da compiersi in dogana. Questo è necessario perché (art. 5, comma 6 Cod. Dog. Com.) l'Autorità doganale può chiedere a chiunque dichiari di agire in nome o per conto di un'altra persona (e dunque in via diretta o indiretta) di fornire le prove del suo potere di rappresentanza.

E' superfluo precisare che si può essere rappresentanti di persona fisica, di persona giuridica, di un'associazione che abbia capacità di agire. Dunque, il relativo mandante e così la "persona" è quella identificata, in più modi, dall'art. 4) Cod. Dog. Com.

Nell'ambito più specifico delle procedure di domiciliazione assegnate ad alcuni operatori doganali è doveroso sottolineare quanto disciplinato dalla Circolare 27 D del 18 luglio 2005: il beneficiario della procedura di domiciliazione, se trattasi di soggetto intermediario (Casa di spedizione, CAD, etc.), che già rappresenta il destinatario/esportatore dovrà agire nell'ambito della rappresentanza indiretta in qualità di dichiarante presentando la dichiarazione in nome proprio e specificando di operare per conto del destinatario/mittente al fine di garantire l'applicabilità dei citati artt. 201, p. 3 e 209, p. 3 del Codice doganale comunitario.

QUALI SONO LE RESPONSABILITÄ DEL MANDANTE?

Il mandante risponde per i propri errori e per le proprie omissioni, così pure per quelli di suoi incaricati, in particolare per le conseguenze risultanti:

- da un imballaggio non conforme alle esigenze del trasporto convenuto

- da indicazioni inesatte, imprecise o mancanti nel mandato di spedizione, sull'imballaggio o sull'oggetto del trasporto, in particolare per quanto concerne le merci che, per la loro natura, non sono accettate per il trasporto, o lo sono soltanto a condizioni particolari, o il cui trasporto è soggetto a particolari prescrizioni

- dalla mancanza o consegna tardiva della documentazione necessaria, quali fatture commerciali, documenti doganali, autorizzazioni, ecc..

CHI DEVE PREOCCUPARSI DI FARE UN'ASSICURAZIONE CONTRO TUTTI I RISCHI?

Lo spedizioniere provvede all'assicurazione del trasporto soltanto su espressa richiesta scritta del mandante.

La sua funzione si limita a procurare l'assicurazione di trasporto appropriata.

Se l'incarico prescrive genericamente la stipulazione di un'assicurazione del trasporto, lo spedizioniere ne stipula una "contro tutti i rischi". Se ciò non è possibile o se esiste una mancanza di chiarezza sull'entità della copertura, lo spedizioniere chiarirà tale punto con il mandante.

COME FARE SE HO UNA TRIANGOLAZIONE?

Se al mittente non deve essere resa nota la reale destinazione della merce, o se il destinatario non deve conoscerne la provenienza, ciò va espressamente comunicato per iscritto allo spedizioniere.

Se il destinatario dà ordine allo spedizioniere di rispedire la merce a un terzo, lo spedizioniere, anche senza particolare richiesta in tal senso, non rivela al terzo il nome del primo mittente né la provenienza della merce. Tuttavia, lo spedizioniere toglie i marchi di provenienza soltanto su richiesta scritta.

HO DEI TERMINI DI CONSEGNA, COME FARE?

La garanzia dei termini di consegna può essere stipulata soltanto nella forma scritta. Essa deve indicare almeno l'ultimo termine di consegna e il relativo supplemento di commissione.

COME DEVO TRASMETTERE UN ORDINE DI TRASPORTO?

Il mandato deve essere trasmesso allo spedizioniere per iscritto o mediante mezzi di comunicazione elettronici. Se viene conferito verbalmente o per telefono, il mandante risponde per i rischi relativi a comunicazioni erronee o incomplete, fintanto che allo spedizioniere non pervenga una conferma scritta del mandato.

Il mandato deve contenere tutti i dati occorrenti per la sua normale esecuzione, quali l'indicazione di merci regolamentate (per esempio: merce pericolosa) o che altrimenti esigono un trattamento speciale.

Il testo di documenti allegati al mandato non costituisce parte integrante di quest'ultimo, a meno che il mandante non lo dichiari esplicitamente come tale.

COS'È UN PUNTO FRANCO DOGANALE?

Le merci il cui impiego finale è incerto, le merci che soggiacciono a dazi elevati nonché le merci contingentate possono essere immagazzinate temporaneamente senza venir sdoganate né tassate. A tal fine si può ricorrere ad un punto franco.
Il punto franco doganale è gestito da enti privati, riveste carattere pubblico ed è accessibile a qualsiasi interessato. Con l'autorizzazione della dogana le merci possono essere sottoposte a determinate manipolazioni; per le merci in transito (rispedizione nell'UE) vigono disposizioni limitative.

COSA SONO L'ESPORTAZIONE TEMPORANEA ED IL CARNET ATA?

Quando le merci devono essere destinate a un uso temporaneo all'estero prevedendo una futura reintroduzione nel territorio nazionale, si puo’ procedere con una esportazione temporanea (DDAT).

Le principali merci per le quali viene applicato questo regime sono: equipaggiamento professionale, merci per esposizione e fiere, determinati mezzi di trasporto (ad es. auto da corsa o battelli) ed imballaggi. Non sono ammesse modifiche delle merci, ad eccezione dell'uso e delle misure che servono al loro mantenimento.

Per l'imposizione all'esportazione con una DDAT non occorre alcuna autorizzazione particolare e non è necessario fornire una prestazione di garanzia. I relativi tributi all'importazione sono riscossi una sola volta.

In linea di massima, la DDAT è limitata a due anni. Essa può essere prorogata di un anno al massimo per tre volte. La proroga deve essere chiesta in forma scritta e comunque prima della scadenza del termine all'ufficio doganale che si è occupato della procedura. Se le merci vengono riportate in Svizzera dopo la scadenza del termine, i tributi all'importazione vengono nuovamente riscossi. È tuttavia possibile, a determinate condizioni, ottenere un'esenzione da dazio o tributi per le cosiddette «merci svizzere di ritorno». Questo trattamento doganale deve essere richiesto nella dichiarazione doganale.

Il regime di ammissione temporanea con DDAT si conclude con la reimportazione della merce; se la merce rimane definitivamente all'estero, deve essere dichiarata all'esportazione. Se all'estero vengono eseguiti lavori sulla merce che comportano un aumento del suo valore, i costi sono assoggettati all'IVA. Tali lavori devono essere dichiarati in occasione della reimportazione in Svizzera.

 

In determinati casi è possibile presentare un Carnet ATA quale dichiarazione doganale.  Il libretto ATA (Admission Temporaire / Temporary Admission) è un documento doganale internazionale, utilizzato per l'importazione, l'esportazione e il transito di merci, grazie al quale è possibile sbrigare le formalità doganali per la Svizzera e per l'estero. Al passaggio del confine non deve essere fornita alcuna prestazione di garanzia.

Il libretto ATA è valido un anno e può essere utilizzato per ripetuti passaggi del confine. Il vantaggio principale del libretto ATA è la rapidità nel disbrigo delle formalità doganali, in quanto può essere impiegato per tutte le importazioni ed esportazioni nonché per il transito, al posto dei documenti doganali nazionali. L'uniformità del documento facilita il suo impiego presso tutti i partner coinvolti (oltre 60 Paesi).

A tergo della copertina del libretto ATA deve figurare una chiara descrizione delle merci. Il titolare del libretto ha la possibilità di importare tutte le merci in Svizzera o solo una parte. 

Il libretto ATA può essere utilizzato anche per beni di consumo durevoli (ad es. uno stand  per fiere), ma non per beni di consumo non durevoli (ad es. bibite e volantini per lo stand). I campi d'applicazione principali in Svizzera sono:

  • merci per esposizioni e fiere
  • equipaggiamento professionale
  • campioni per la presentazione (orologi, gioielli, vestiti ecc.)

I singoli Paesi disciplinano il campo d'applicazione del libretto ATA. In Svizzera, ad esempio, non è possibile utilizzarlo in caso di contratti di locazione. In quei casi è necessario allestire una dichiarazione doganale d'ammissione temporanea.

I libretti ATA sono rilasciati dalle Camere di Commercio ed Industria presso le quali va prestata la garanzia dei tributi all'importazione e che informano in merito alle condizioni per l'ottenimento di questo documento.

QUAL'È LA DIFFERENZA TRA ORIGINE PREFERENZIALE E NON PREFERENZIALE?

L’origine preferenziale permette di esportare prodotti in esenzione doganale o con dazi ridotti in paesi con cui è stato stipulato un accordo di libero scambio.

L’adempimento alle regole dell’origine non preferenziale non accorda l’esenzione fiscale in caso di importazione in un paese terzo. Queste regole si applicano solo se il paese di destinazione richiede un certificato d’origine per l’importazione.

COSA SIGNIFICA AVERE UN "CODICE EORI"?

Economic Operator's Registration and Identification System, EORI:

Si tratta del sistema europeo di numerazione doganale unitaria per la registrazione e l’identificazione degli operatori economici. Il numero d’identificazione è composto dalla sigla dello Stato e da dati in sequenza alfanumerica (esempio per la Germania: DE1234567, DE è la sigla dello Stato e 1234567 è il numero doganale). Rappresenta l'unico parametro per identificare gli operatori economici nell'Unione europea e deve essere indicato per effettuare operazioni doganali nell'area dell'UE. Un'impresa svizzera deve richiedere un numero EORI solo se provvede direttamente allo sdoganamento nell'UE (importatore).

COSA SIGNIFICA "IMMISSIONE TEMPORANEA"?

La procedura relativa all'immissione temporanea consente di introdurre nel Paese destinatario merci che non sono importate definitivamente, ma che vengono invece usate solo temporaneamente ed entro un dato termine sono destinate ad essere riesportate senza aver subito alcuna modifica. Nella maggior parte dei casi non vengono riscossi tributi doganali definitivi per l’ammissione temporanea, poiché giustificati solo qualora le merci provenienti dall’estero stazionassero definitivamente su suolo doganale svizzero e venissero immesse nel circuito economico.

Sostanzialmente, quasi tutte le merci possono essere importate secondo il principio dell'ammissione temporanea. In ogni caso non sono consentite modifiche alle merci. Le principali categorie di merci collocate in ammissione temporanea sono il materiale professionale, le merci utilizzate in occasione di esposizioni o fiere e gli imballaggi riutilizzabili.

Se una merce viene importata in regime di ammissione temporanea, gli uffici doganali riscuotono in ogni caso un deposito di sicurezza (garanzia) pari all’importo del tributo doganale applicato se la merce venisse immessa nel circuito economico. Al momento della completa e tempestiva riesportazione dei beni, il deposito viene restituito. Se la merce o una parte di essa resta sul suolo nazionale, i tributi vengono definitivamente riscossi.

COSA SIGNIFICA ADR?

Accordo europeo relativo al trasporto internazionale su strada delle merci pericolose

ADR è l’accordo europeo relativo al trasporto internazionale su strada delle merci pericolose. Con le direttive ADR è stato approvato un regolamento valido in tutta l’Europa che disciplina il trasporto su strada delle merci pericolose. L’ADR stabilisce quali merci debbano essere considerate pericolose, le norme per l’imballaggio e l'etichettatura nonché i requisiti di sicurezza per i relativi mezzi di trasporto.

COSA VUOL DIRE AEO?

Lo status di AEO (Operatore Economico Autorizzato) è riconosciuto a seguito di apposito accertamento dell'Agenzia delle Dogane, che comprova il rispetto degli obblighi doganali, dei criteri previsti per il sistema contabile e della solvibilità finanziaria.

L'operatore economico non è obbligato a divenire Operatore Economico Autorizzato: si tratta di una scelta individuale, che dipende dalle condizioni operative di ciascun soggetto. Il riconoscimento dello status di AEO consente però di avvalersi di vantaggi e agevolazioni di natura diretta ed indiretta relativamente alle operazioni a rilevanza doganale.

In pratica, tutte le imprese certificate sono considerate molto affidabili e beneficiano, sulla base del riconoscimento reciproco della qualifica AEO, di agevolazioni in occasione dello svolgimento dei controlli doganali di sicurezza. Tra i vantaggi diretti si segnala: maggiore rapidità delle procedure alle frontiere, riduzione dei controlli documentali e delle merci, trattamento prioritario delle spedizioni.

La qualifica di “operatore economico autorizzato” esiste già a livello europeo (UE) e negli Stati Uniti. Fondamentalmente, si tratta di considerare varie misure di sicurezza all’importazione, all’esportazione nonché nel transito di merce.

A questo proposito, la Svizzera ha negoziato un accordo con l’UE sulle agevolazioni doganali e sulla sicurezza doganale in modo da essere integrata nello spazio di sicurezza comunitario.

PER QUALI IMPRESE PUÒ ESSERE PARTICOLARMENTE INTERESSANTE UNO SDOGANAMENTO UE?

Lo sdoganamento UE è di particolare interesse per imprese svizzere che esportano merci in molti stati dell'UE. La registrazione ai fini dell'imposta sugli affari (ovvero la rappresentanza da parte di un rappresentante fiscale) va effettuata in un paese dell'UE che confini con la Svizzera.

La registrazione ai fini d'imposta non dovrebbe essere effettuata nel paese di esportazione principale (per es. Germania), bensì in un altro paese confinante, cioè in Francia, Austria o Italia, perché con una registrazione ai fini dell'imposta nel paese di esportazione principale non è possibile uno sdoganamento UE. 

QUALI VANTAGGI E SVANTAGGI OFFRE UNO SDOGANAMENTO UE RISPETTO ALL'IMPORTAZIONE CONVENZIONALE NELL'UE?

Vantaggi:

Se un'impresa europea importa merci da un paese terzo (per es. la Svizzera) in modo convenzionale e dichiara queste merci per la "libera circolazione" nell'UE, per tale merce deve essere corrisposta l'imposta sulla cifra d'affari all'importazione. Nel caso di importi elevati questo può causare dei problemi di liquidità.

Nello sdoganamento UE non viene riscossa alcuna imposta sulla cifra d'affari all'importazione. Inoltre, a detta degli spedizionieri, le imposte sulle operazioni doganali dovrebbero essere ridotte, perché grazie allo sdoganamento UE vengono evitate costose operazioni doganali nel paese di destinazione.

In conseguenza al versamento successivo della tassa sugli acquisti nazionali (per la tassazione dell'acquisto intracomunitario nel paese di destinazione) il cliente ha un vantaggio in termini di liquidità.


Svantaggi:

Se un'impresa importa merce da un paese terzo (per es. la Svizzera) nell'ambito dello sdoganamento UE deve provare l'esenzione dalle imposte della consegna intracomunitaria a livello contabile e di documentazione. Se, per es., le autorità doganali stabiliscono che il numero di identificazione IVA del destinatario indicato non era valido (prova a livello contabile) l'Ufficio doganale può richiedere a posteriori l'imposta sulla cifra d'affari all'importazione. L'importatore (= fornitore) si assume quindi il rischio della prova dell'esenzione da imposta. Di questo fa parte anche la prova documentaria che la merce è stata trasportata da un paese dell'UE (per es. la Germania) ad un altro paese dell'UE.

Un ulteriore problema è che spesso lo sdoganamento UE viene richiesto anche se non sono rispettati i presupposti legali necessari. Nella maggior parte dei casi manca il presupposto che dopo l'importazione avvenga una consegna intracomunitaria.

Se non sono rispettati i presupposti per richiedere uno sdoganamento UE, l'importazione deve avvenire seguendo la "normale" procedura nella quale la dogana impone delle imposte all'importazione.

 

Casi in cui non è consentito uno sdoganamento UE (elenco non esaustivo):

Lavorazione per conto terzi

Il fornitore svizzero A è registrato in Germania e dispone di un numero di identificazione IVA tedesco (USt-IdNr.). Egli invia dalla Svizzera un oggetto al lavoratore per conto terzi B in Austria affinché lo ripari. A importa l'oggetto in Germania.

Non è presente una consegna intracomunitaria successiva all'importazione. Una fornitura presuppone che venga concesso al destinatario il potere di disporre economicamente dell'oggetto. In questo caso ciò non avviene. L'oggetto rimane a disposizione di A e viene lasciato a B solo per la riparazione. L'importazione in Germania è soggetta all'imposta sulla cifra d'affari all'importazione tedesca.

L'esperienza insegna che spesso in tali casi viene intrapreso uno sdoganamento UE impiegando il numero di identificazione IVA del lavoratore per conto terzi. Ciò non è consentito.


Consegna ai sensi di un contratto d'opera

Il fornitore svizzero A è registrato in Germania e dispone di un numero di identificazione IVA tedesco (USt-IdNr.). Egli fornisce un impianto pronto all'esercizio in Austria. Tra gli elementi forniti sono inclusi il montaggio e la messa in esercizio. A importa i componenti dell'impianto in Germania e poi li trasporta in Austria.

Non è presente una consegna intracomunitaria successiva all'importazione. L'oggetto della consegna è l'impianto pronto per l'esercizio e non i suoi singoli componenti. La fornitura è soggetta ad imposta in Austria, perché qui viene montato l'impianto. L'importazione dei componenti dell'impianto in Germania è soggetta all'imposta sulla cifra d'affari all'importazione tedesca.

L'esperienza insegna che spesso in tali casi viene intrapreso uno sdoganamento UE impiegando il numero di identificazione IVA del cliente. Ciò non è consentito. 

QUALI CONSEGUENZE DI DIRITTO TRIBUTARIO RIGUARDO ALL'IMPOSTA SUGLI AFFARI DERIVANO DALLO SDOGANAMENTO UE?

Cercheremo di chiarire le conseguenze di diritto tributario relative all'imposta sugli affari di uno sdoganamento UE sulla base dell'esempio seguente.

 

Esempio:
Il fornitore svizzero A è registrato in Germania ai fini dell'imposta sugli affari ed ha un numero di identificazione IVA tedesco (o in alternativa è rappresentato in Germania da un rappresentante fiscale C). A consegna merci dalla Svizzera al cliente austriaco B attraverso la Germania. B ha un numero di identificazione IVA austriaco. In base alla condizioni di consegna concordate DDP, reso sdoganato(*), A importa a proprio nome in Germania le merci sdoganate e soggette ad imposta.


*A si assume le spese per il trasporto e i dazi di importazione fino al luogo di destinazione (Austria). Anche il pericolo del deperimento o del danno della merce è a carico di A fino al luogo di destinazione.


Trasporto delle merci dalla Svizzera alla Germania


Vi è sdoganamento delle merci in Germania (operazione di immissione in consumo). Dal momento che le merci non rimangono in Germania non viene riscossa alcuna imposta sulla cifra d'affari all'importazione.


Fornitura di merci dalla Germania all'Austria


Dal punto di vista del diritto tributario relativo all'imposta sugli affari, la fornitura di A a B viene considerata come eseguita in Germania, perché A è il soggetto passivo dell'imposta sulla cifra d'affari all'importazione (importatore).

La fornitura è esentasse in quanto intracomunitaria nella misura in cui tale esenzione può essere provata a livello contabile e di documentazione. La fornitura deve essere dichiarata da A ovvero da C (se vi è un rappresentante fiscale C incaricato) nella sua dichiarazione periodica e nell'elenco riepilogativo in Germania.

Inoltre la consegna deve essere dichiarata nel modello Intrastat (spedizione) qualora venga superata la soglia minima di dichiarazione, attualmente pari (in Germania) a € 500'000,- l'anno.

Nella fattura, A deve indicare il suo numero di identificazione IVA e quello del suo cliente. Inoltre nella fattura si deve indicare che la consegna è intracomunitaria ed esentasse.

Il rimando alla consegna intracomunitaria esentasse sulla fattura (redatta in una delle lingue ufficiali dell'UE) può avvenire in uno dei seguenti modi (esempi in alcune lingue ufficiali dell'UE).

 

  • Germania: steuerfreie innergemeinschaftliche Lieferung
  • Francia: livraison intracommunautaire exonérée TVA 
  • Italia: cessioni intracomunitarie esenti
  • Austria: steuerfreie innergemeinschaftliche Lieferung 
  • Gran Bretagna: zero-rated intracommunity delivery Spagna: entrega intracomunitaria libre de impuesto


 

Se è stato incaricato un rappresentante fiscale C devono essere indicati nella fattura anche i seguenti dati: indicazione della rappresentanza fiscale, nome, indirizzo e numero di identificazione IVA del rappresentante fiscale.


Tassa sugli acquisti da parte di B in Austria


B deve corrispondere in Austria una tassa per l'acquisto intracomunitario sulla consegna di A. La tassa sugli acquisti può essere fatta valere da B come imposta sul fatturato d'acquisto nell'ambito della sua quota di detrazione dell'imposta sul fatturato d'acquisto. B dichiara il suo acquisto intracomunitario nella sua dichiarazione periodica in Austria e se viene superata la soglia minima di dichiarazione nel modello Intrastat austriaco (acquisto). 

QUALI SONO I PRESUPPOSTI PER UNO SDOGANAMENTO UE?

Per l'applicazione dello sdoganamento UE devono essere rispettati cumulativamente tutti i seguenti presupposti:

  • l'esportatore possiede un numero di identificazione IVA nel primo paese di ingresso nell'UE, cioè egli è registrato in tale paese a fini relativi all'imposta sugli affari, oppure usa il numero di identificazione IVA di un rappresentante fiscale di tale paese;

  • il cliente usa ed impiega nei confronti dell'esportatore un numero di identificazione IVA che gli è stato assegnato da un altro paese dell'UE;

  • l'esportatore è soggetto passivo dell'imposta sulla cifra d'affari all'importazione nel paese di ingresso nell'UE, cioè egli risulta come importatore. 

CHE COSA SI INTENDE PER SDOGANAMENTO UE?

Lo "sdoganamento UE" non è un termine del diritto tributario per l'imposta sugli affari. Con sdoganamento UE si intende lo sdoganamento di merci importate nel paese in cui entrano nell'UE (paese di transito) con seguente consegna intracomunitaria esentasse in un altro paese dell'UE (paese di destinazione) In questi casi, nel paese in cui la merce entra nell'UE non viene corrisposta l'imposta sulla cifra d'affari all'importazione.

Con lo sdoganamento UE, gli esportatori da stati terzi (per es. la Svizzera) godono di uno "stato UE". Ciò significa che possono approfittare dei vantaggi delle forniture intracomunitarie nell'area dell'UE, proprio come i loro concorrenti UE 

COSA SIGNIFICA "EURO-MED","EUR-MED","PAN-EURO-MEDITERRAN"?

Il cumulo paneuromediterraneo rappresenta un sistema di libero scambio fra Paesi europei e Paesi dell’area mediterranea. I singoli accordi di libero scambio fra gli stati e i territori coinvolti sono legati in modo che i prodotti industriali originari di uno Stato partner vengono considerati come prodotti originari anche nel traffico con qualsiasi altro Stato partecipante. 
L’espressione "Euro-Med" è utilizzata come forma abbreviata per questo sistema. 
Le prove dell’origine speciali sono designate in questo sistema con "EUR-MED".


UNA DITTA STRANIERA CI DOMANDA UNA DICHIARAZIONE DEL FORNITORE. POSSIAMO ALLESTIRNE UNA?

Può accadere che ditte dell’UE richiedanoerroneamentedai fornitori svizzeri le suddette dichiarazioni (a lungo termine).

Per il traffico transfrontaliero delle merci sono tuttavia previsti, soltanto i certificati di circolazione delle merci, risp. la dichiarazione su fattura o su un altro documento commerciale che si riferiscono sempre soltanto a una fornitura concreta.

Vedere: Istruzione


Per mancanza di basi legali le dichiarazioni dei fornitori non possono quindi essere utilizzate nel traffico transfrontaliero delle merci, risp. sono prive di qualsiasi valore legale.


UNA DITTA SVIZZERA CI DOMANDA UNA DICHIARAZIONE DEL FORNITORE? DI COSA SI TRATTA?

Gli esportatori che esportano prodotti acquistati in Svizzera o utilizzano questi ultimi come materiali per i prodotti da esportare, necessitano, per l’allestimento di una prova dell’origine, di prove giustificative comprovanti l’origine all’esportazione.


UN CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE DELLE MERCI È STATO SMARRITO. COME FARE?

 

In caso di furto, smarrimento o distruzione di un CCM, l'esportatore può chiedere un duplicato. La domanda di rilascio per quest’ultimo, brevemente motivata, dev'essere indirizzata allaDirezione di circondario delle doganenel cui territorio di competenza è domiciliatol'esportatore. Devono essere allegati:
  • un modulo CCM EUR.1 risp. EUR-MED integralmente riempito. La casella 7 "Osservazioni" dev'essere provvista della seguente annotazione:           «DUPLICATE»
  • una prova dell’esportazione avvenuta (dichiarazione d'esportazione, duplicato della lettera di vettura ecc.).
Il duplicato dev'essere munito della data del CCM primitivo ed è valido a decorrere da questo giorno.

Per quest’operazione è riscossa una tassa.
QUANDO LA MERCE È DA CONSIDERARE COMMERCIALE?

Imposizione di merci commerciabili per l'importazione definitiva 

Le merci commerciabili sono merci destinate alla rivendita o all'uso commerciale, anche presso l'azienda del viaggiatore.

Le merci destinate all'importazione definitiva nel territorio doganale svizzero vanno presentate a un ufficio doganale svizzero e dichiarate per il trattamento doganale per scritto o in forma elettronica. Oltre alla dichiarazione d'importazione correttamente compilata, occorre consegnare i documenti di scorta sottomenzionati.

Sono in primo luogo persone soggette all'obbligo di dichiarazione e quindi debitori doganali coloro che trasportano la merce (vettori della merce) o la fanno trasportare oltre il confine (importatori, destinatari, speditori, mandanti).

È possibile effettuare l'imposizione di merci commerciabili solo presso determinati uffici doganali e negli orari d'ufficio (v. "Orari d'apertura e indirizzi degli uffici doganali").

I trasportatori prestano i servizi corrispondenti in applicazione degli Incoterm in vigore.

COME CALCOLO LA TASSA SUL TRAFFICO PESANTE (TTPCP)?

La tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni è una tassa federale che dipende dal peso totale del veicolo, dal livello di emissione nonché dai chilometri percorsi in Svizzera e nel Principato del Liechtenstein.

 

Essa deve essere riscossa su tutti i veicoli a motore e i loro rimorchi che

  • hanno un peso totale superiore a 3,5 tonnellate,
  • servono al trasporto di merci e
  • sono immatricolati in Svizzera o all’estero e percorrono la rete viaria pubblica svizzera.


Aliquote della tassa

 

Tariffe applicate attualmente:

Categoria fiscale
Classe di emissione
Tariffa
I
EURO 2, 1 e
3.10 cts. / tkm
II
EURO 3
2.69 cts. / tkm
III
EURO 4 e 5
2.28 cts. / tkm

.

Tariffa ridotta:

III
EURO 6
2.05 cts. / tkm

 

Tariffa ridotta per i veicoli con un sistema di filtro antiparticolato i quali rispettano il valore limite di particolato EURO 4 (0,02 g/kWh):

I
EURO 2
2.79 cts. / tkm
II
EURO 3
2.42 cts. / tkm

 

Condizioni per i veicoli svizzeri:
L'ufficio della circolazione competente conferma nella licenza di circolazione che il sistema di filtri antiparticolato è stato installato correttamente. Nella rubrica «Annotazioni cantonali» viene inserita la cifra 924. Lo sconto della tassa verrà concesso a partire dalla data di modifica della licenza di circolazione.

Condizioni per i veicoli esteri:La domanda (form. 56.60) con prova (licenza di circolazione o documento certificato ufficialmente) che il veicolo è stato postequipaggiato con un sistema di filtri antiparticolato deve essere inoltrata ad un ufficio doganale svizzero. Lo sconto della tassa verrà concesso a partire dalla data di modifica dei dati di base.

 

 

Esempio di calcolo:

Peso determinante 18 t
Tariffa secondo l'emissione (Euro 5) 2,28 cts./tkm
Chilometri percorsi 100 km
Totale CHF 41.05


Calcolo: 18 x 2.28 x 100 = 4104 cts. = CHF 41.05

 

Autoarticolati / trattori a sella

 

Per gli autoarticolati che sono immatricolati come unità, la tassa viene calcolata sul peso totale dell’unità. Se il trattore a sella e il semirimorchio sono immatricolati separatamente, è determinante il peso a vuoto del trattore a sella e il peso totale del semirimorchio.

 

Eccezioni

 

I seguenti veicoli immatricolati in Svizzera e all'estero sono esonerati dalla tassa:

  • I veicoli militari muniti di targhe di controllo militari o di targhe di controllo civili e d'un contrasse-gno M+
  • I veicoli di polizia, dei pompieri, dei servizi di lotta contro gli incidenti con idrocarburi e prodotti chimici, delle protezione civile nonché le ambulanze
  • I veicoli con i quali vengono effettuati trasporti di persone nell'ambito d'una concessione
  • I veicoli agricoli (targhe di controllo verdi)
  • I veicoli muniti di targhe temporanee svizzere
  • I veicoli non immatricolati ordinatamente con targhe professionali (tranne veicoli destinati all'esportazione con targhe prof. estere)
  • I veicoli per la scuola guida sempre che siano utilizzati esclusivamente per la scuola guida e sia-no immatricolati a nome di una scuola guida riconosciuta
  • I veicoli d'epoca designati come tali nella licenza di circolazione
  • I veicoli a propulsione elettrica
  • I rimorchi abitabili per fieraioli e circhi nonché i rimorchi per il trasporto di cose per fieraioli e circhi
  • I veicoli cingolati
  • Gli assi di trasporto
  • Su domanda anticipata alla Direzione generale delle dogane:
    Corse effettuate per motivi umanitari o per corse non commerciali d'utilità pubblica

 

Ordinamenti speciali

 

Per i veicoli e i trasporti qui appresso sono previsti ordinamenti speciali:

  • Corse nel traffico combinato non accompagnato (TCNA).
  • Trasporti di legname greggio
  • Trasporti di latte alla rinfusa
  • Trasporti di animali di reddito

 

 

 

QUALE RESA INCOTERMS DEVO INSERIRE IN FATTURA?

 

Ogni singola sigla codificata nell'Incoterms definisce chiaramente chi debba accollarsi i costi e le responsabilità per ogni parte di trasporto, per i costi doganali in partenza ed in arrivo, per i costi assicurativi. Una parte importante (spesso trascurata) è l'indicazione, dopo la sigla, del nome specifico della località geografica, della frontiera o del porto/aeroporto a cui la sigla stessa si riferisce.

I termini Incoterms sono stati ratificati dall' International Chamber of Commerce (ICC) e pubblicati originariamente in lingua inglese con traduzione autorizzata in altre 31 lingue da parte delle varie camere di commercio nazionali.

L'ultima revisione dell'accordo è stata effettuata nel 2010 da qui la denominazione attuale corretta di INCOTERMS 2010

 

EXW

Il termine Ex Works, conosciuto anche con l'acronimo EXW, viene usualmente tradotta quale resa franco fabbrica. La notazione EXW, che deve essere completata dall'indicazione specifica di una località, è quella che vincola il venditore semplicemente a preparare dei beni nei suoi locali (fabbrica, magazzino ecc.) alla data concordata, provvedendo unicamente alla fornitura della documentazione adatta per l'esportazione dalla nazione di origine.

L'acquirente, da parte sua, dovrà provvedere all'operazione doganale di esportazione (nel caso fosse impossibilitato a farlo la resa dovrà essere modificata in FCA), organizzerà il trasporto e ne pagherà tutti i costi, prendendone anche tutti i rischi fino alla destinazione finale.

 

FCA

Il termine Free Carrier viene usualmente tradotto come franco spedizioniere, derivato dal termine "free" ("libero") inteso con il trasporto non pagato. La notazione FCA, che deve essere completata dall'indicazione specifica di una località, è quella che vincola il venditore a preparare dei beni alla data concordata, provvedendo alla fornitura della documentazione adatta per l'esportazione dalla nazione di origine, alla consegna presso il magazzino dello spedizioniere (o altro soggetto scelto dall'acquirente) e al pagamento dei costi relativi all'operazione doganale di esportazione.

L'acquirente, da parte sua, organizzerà il trasporto e ne pagherà tutti i costi, prendendone anche tutti i rischi fino alla destinazione finale.

 

FOB

L'espressione Free On Board è nata principalmente per il trasporto marittimo (franco a bordo), essa stabilisce che a carico del venditore siano tutte le spese di trasporto fino al porto d'imbarco, compresi eventuali costi per la messa a bordo della nave, nonché le spese per l'ottenimento di licenze e documentazioni per l'esportazione dalla nazione di origine e quelle per le operazioni doganali sempre di esportazione.

Dal momento in cui la merce è considerata pronta per la partenza tutte le altre spese sono da considerarsi a carico dell'acquirente, compresi i costi di assicurazione. Per quanto concerne la responsabilità della merce questa passa dal venditore al compratore al momento in cui la merce stessa supera fisicamente la verticale della murata della nave.

La formulazione di questo termine di resa è considerata completa con l'indicazione del porto di imbarco (esempio FOB Genova). Da questo termine erano stati mutuati, anche se ormai non più corretti, anche i termini FOR - Free on Rail e FOT - Free on Truck rispettivamente in uso nel caso il trasporto avvenisse via ferrovia o via camion.

Nel caso del trasporto ferroviario, del trasporto via strada e del trasporto aereo il termine equivalente è Free Carrier (FCA).

 

FAS * (solo marittimo o vie d'acqua interne)

La resa Free alongside Ship (franco lungo bordo, indicare il porto convenuto), è nata per il trasporto marittimo essa stabilisce che a carico del venditore siano tutte le spese di trasporto fino al porto d'imbarco, compresi eventuali costi per la messa a terra su una banchina o chiatta designata dal compratore nel porto d'imbarco convenuto. Le spese per l'ottenimento di licenze e documentazioni per l'esportazione dalla nazione di origine e quelle per le operazioni doganali sempre di esportazione. Dal momento in cui la merce è considerata pronta per la partenza tutte le altre spese sono da considerarsi a carico dell'acquirente, compresi i costi di assicurazione. Per quanto concerne la responsabilità della merce questa passa dal venditore al compratore al momento in cui la merce stessa è scaricata sulla banchina. Per spedizioni con container è più appropriato utilizzare la resa FCA.

 

CFR

Il termine Cost and Freight, conosciuto anche con la sigla CFR (C&F), è in uso principalmente nei trasporti via mare; esso stabilisce che a carico del venditore siano tutte le spese di trasporto fino a destinazione, compresi eventuali costi per lo scarico della nave, nonché le spese per l'ottenimento di licenze e documentazioni per l'esportazione dalla nazione di origine e quelle per le operazioni doganali sempre di esportazione.

A carico dell'acquirente sono invece le spese di assicurazione mentre il venditore ha l'obbligo di comunicare tempestivamente tutti i dati necessari per la stipula della polizza contro i rischi.

Dal momento in cui la merce è scaricata nel porto di arrivo tutte le altre spese sono da considerarsi a carico dell'acquirente, compresi i costi doganali nella nazione di arrivo.

La formulazione di questo termine di resa è considerata completa con l'indicazione del porto di destinazione (esempio C.F.R. Barcellona). Spesso viene impropriamente utilizzato anche quando il trasporto avviene via strada o ferrovia, mentre in questi ultimi casi sarebbero da preferire altri termini (CPT).

 

CIF

Il termine Cost, Insurance and Freight, viene utilizzato nei trasporti via mare, stabilisce che a carico del venditore siano tutte le spese di trasporto fino a destinazione, compresi eventuali costi per lo scarico della nave, nonché le spese per l'ottenimento di licenze e documentazioni per l'esportazione dalla nazione di origine e quelle per le operazioni doganali sempre di esportazione. Sempre a carico del venditore sono anche le spese di assicurazione.

Dal momento in cui la merce è scaricata nel porto di arrivo tutte le altre spese sono da considerarsi a carico dell'acquirente, compresi i costi doganali nella nazione di arrivo.

La formulazione di questo termine di resa è considerata completa con l'indicazione del porto di destinazione (esempio C.I.F.Trieste ).

 

CPT

Il termine Carriage Paid To, è valido per ogni tipo di trasporto, stabilisce che a carico del venditore siano tutte le spese di trasporto fino ad un punto di arrivo specificato, nonché le spese per l'ottenimento di licenze e documentazioni per l'esportazione dalla nazione di origine e quelle per le operazioni doganali sempre di esportazione. Anche i costi da sostenere per l'attraversamento di altre nazioni fino al punto di arrivo sono a carico dello speditore.

Dal momento in cui la merce è arrivata nel punto di arrivo concordato tutte le altre spese sono da considerarsi a carico dell'acquirente, compresi i costi doganali nella nazione di arrivo.

La formulazione di questo termine di resa è considerata completa con l'indicazione di una località specifica di destinazione (esempio C.P.T. Milano).

 

CIP

La resa Carriage and Insurance Paid to, è valida per ogni tipo di trasporto, stabilisce che a carico del venditore siano tutte le spese di trasporto fino ad un punto di arrivo specificato, nonché le spese per l'ottenimento di licenze e documentazioni per l'esportazione dalla nazione di origine e quelle per le operazioni doganali sempre di esportazione. Anche i costi da sostenere per l'attraversamento di altre nazioni fino al punto di arrivo sono a carico dello speditore. A differenza della resa CPT sono a carico del venditore anche le spese di assicurazione.

Dal momento in cui la merce è arrivata nel punto di arrivo concordato tutte le altre spese sono da considerarsi a carico dell'acquirente, compresi i costi doganali nella nazione di arrivo.

La formulazione di questo termine di resa è considerata completa con l'indicazione di una località specifica di destinazione (esempio C.I.P. Torino).

 

DAT

Con il termine Delivered at terminal (reso al termina, inserire luogo pattuito), il venditore effettua la consegna della merce scaricata in un luogo concordato con l'acquirente, la resa è completa con l'indicazione della località. Pertanto i costi derivanti dallo scarico della merce dal mezzo di trasporto, sono a carico del venditore. La denominazione "Terminal" non deve essere letta esclusivamente per un terminal aeroportuale, marittimo o ferroviario bensì qualsiasi luogo sia esso coperto o scoperto convenuto col venditore. E' importante che il luogo indicato sia il più specifico possibile, in quanto, una volta scaricata la merce, la responsabilità passa all'acquirente. Le formalità doganali d'esportazione, come eventuali costi per le licenze d'esportazione sono a carico del venditore, mentre i costi all'importazione e i relativi oneri doganali ed eventuali licenze d'importazione, sono a carico dell'acquirente.

 

DAP

Il termine Delivered at Place (reso al luogo di destinazione, da inserire), sostituisce la resa DDU. Con questo acronimo, il venditore rende la merce non scaricata in un determinato luogo pattuito fra le parti; reso franco arrivo del mezzo di trasporto convenuto. Lo scarico della merce è a carico dell'acquirente, così come la responsabilità della messa a terra. Le formalità doganali d'esportazione e le eventuali licenze d'esportazione sono a carico del venditore, mentre le formalità doganali d'importazione, i diritti doganali e le eventuali licenze d'importazione, sono a carico dell'acquirente.

 

DDP

Il termine Delivery Duty Paid, conosciuto con l'acronimo D.D.P., stabilisce che a carico del venditore siano tutte le spese di trasporto fino ad una destinazione concordata, nonché le spese per l'ottenimento di licenze e documentazione per l'esportazione dalla nazione di origine e quelle per le operazioni doganali sempre di esportazione. Anche i costi da sostenere per l'attraversamento di altre nazioni fino a destino sono a carico dello speditore e le operazioni doganali nella nazione di arrivo compresa la liquidazione di tutti gli oneri gravanti sulla merce nella nazione di destino. Viene solitamente pattuita la clausola che l'imposta sul valore aggiunto (IVA) resta a carico dell'acquirente mentre il dazio ed eventuali altre tasse sono a carico del venditore.
La formulazione di questo termine di resa è considerata completa con l'indicazione di una località specifica (esempio D.D.P. Lugano oppure D.D.P. Lugano esclusa IVA/DAZIO o oneri doganali)